Tamara Karsavina è ricordata come una delle ballerine più eleganti e carismatiche del Novecento. Dotata di una straordinaria versatilità tecnica e di una rara capacità espressiva, fu una delle protagoniste assolute dei Ballets Russes e la musa prediletta di Michel Fokine, che per lei creò molti dei suoi ruoli più celebri.

Infanzia e formazione
Tamara Platonovna Karsavina nacque a San Pietroburgo il 25 febbraio 1885, in una famiglia profondamente legata al mondo dell’arte.
Il padre, Platon Karsavin, era stato primo ballerino e mimo al Teatro Mariinskij, oltre che insegnante — e tra i suoi allievi figurava Michel Fokine. La madre, Anna Iosifovna, fu decisiva nel sostenere la vocazione della figlia.
Nonostante le iniziali resistenze del padre, Tamara iniziò a studiare danza con Madame Joukova (Vera Žukova), ex danzatrice del Mariinskij. Fin quando Platon Karsavin decise di seguire personalmente la formazione della figlia.
Il fratello maggiore, Lev Karsavin, divenne invece un importante filosofo e storico medievale. Espulso dalla Russia nel 1922, morì tragicamente nel 1952 in un campo di prigionia staliniano.

Il debutto e gli anni al Teatro Mariinskij
Nel 1894 Tamara Karsavina fu ammessa alla Scuola Imperiale del Balletto Russo, dove studiò con maestri di eccezione come Aleksandr Gorskij, Enrico Cecchetti, Christian Johansson e Pavel Gerdt.
Si diplomò nel 1902, con un anno di anticipo, e debuttò immediatamente in Javotte.
Il suo talento non passò inosservato: iniziò a interpretare ruoli sempre più complessi, distinguendosi per maturità artistica e raffinatezza interpretativa.
Nel 1907 fu tra le protagoniste della prima di Les Sylphides al Mariinskij, accanto ad Anna Pavlova, Vaslav Nijinsky e Vera Fokina. Due anni dopo, nel 1909, l’opera approdò a Parigi con i Ballets Russes, diventando una pietra miliare della storia del balletto.

Il soggiorno in Italia e l’incontro con Caterina Beretta
Nel 1905 un grave malore costrinse la giovane ballerina a un periodo di riposo. Le venne consigliato un soggiorno curativo a Roncegno, in Trentino. Una volta ristabilita, si trasferì a Milano per studiare con Caterina Beretta, grande maestra dell’Opéra e della Scala, già insegnante anche alla scuola del Mariinskij.
Il metodo severo della Beretta mise a dura prova Tamara Karsavina. Nella sua autobiografia, racconta di essere svenuta durante una lezione: un episodio che, seppur drammatico, contribuì a temprarne il fisico, migliorandone resistenza e capacità respiratoria.

Dai trionfi al Mariinskij ai Ballets Russes
Rientrata in Russia, Karsavina ottenne un grande successo nel ruolo di Medora in Le Corsaire.
Nel 1910 venne nominata prima ballerina e danzò da protagonista in:
- La fille mal gardée
- Giselle
- Il lago dei cigni (nel doppio ruolo di Odette/Odile)

Parallelamente, dal 1909, entrò a far parte della compagnia dei Ballets Russes di Sergej Djaghilev, iniziando la sua leggendaria collaborazione con Michel Fokine.
Fokine trovò in lei l’interprete ideale dei suoi nuovi modelli coreografici, privi di virtuosismi gratuiti e più attenti alla coerenza drammatica.
Tra i ruoli creati per Karsavina ricordiamo:
- la Ballerina in Petroushka
- la crudele e magnetica Thamar
- la Giovane Ragazza in Le Spectre de la Rose
- l’iconico Uccello di fuoco
- la Regina in Le Coq d’Or, uno dei ruoli preferiti della ballerina
I suoi duetti con Vaslav Nijinsky divennero il simbolo delle stagioni parigine dei Ballets Russes.
Pur impegnata nelle tournée internazionali, continuò a danzare al Mariinskij fino al 15 maggio 1918, data della sua ultima apparizione prima dell’esilio.

Vita privata e anni turbolenti
Nel 1904 Michel Fokine le propose di sposarlo, ma Tamara — seguendo il consiglio della madre — rifiutò.
Nel 1907 sposò il funzionario Vasili Vasilievich Mukhin, un’unione che si rivelò presto infelice.
Nel 1913 conobbe il diplomatico inglese Henry James Bruce, dal quale ebbe un figlio nel 1916, Nikita Bruce. Il marito acconsentì a rinunciare alla paternità del bambino.
Con lo scoppio della Rivoluzione russa e le crescenti tensioni politiche, Tamara temette per la sicurezza della propria famiglia: nel 1918 sposò quindi Henry James Bruce e lasciò definitivamente la Russia.

Il ritiro dalle scene e il lavoro di insegnante
Stabilitasi a Londra, Tamara Karsavina continuò a esibirsi saltuariamente con i Ballets Russes e in nuove creazioni di:
- Léonide Massine (Le donne di buon umore, La bottega fantastica, Le Tricorne)
- Bronislava Nijinska (Roméo et Juliette, 1926, con partner Serge Lifar)
Partecipò all’ultima stagione dei Ballets Russes nel 1929 e nel 1931 si ritirò ufficialmente dalle scene.
Collaborò con il Ballet Rambert, riprendendo alcuni dei suoi ruoli storici e creando nuovi pezzi per Frederick Ashton, con cui lavorò anche alla celebre versione de La fille mal gardée (1960).

La Royal Academy of Dance e l’eredità pedagogica
Nel 1920, a Londra, Tamara Karsavina divenne una delle fondatrici della Royal Academy of Dance, ricoprendo a lungo il ruolo di vicepresidente.
Nel 1930 contribuì alla creazione del Teachers Training Course e partecipò alla fondazione della Camargo Society.
Tra le sue allieve più celebri figura Margot Fonteyn, alla quale trasmise i ruoli dell’Uccello di fuoco e della giovane in Le Spectre de la Rose.
Oltre a tenere conferenze sull’arte della pantomima e su Diaghilev, Tamara Karsavina scrisse diversi testi fondamentali sulla tecnica accademica, tra cui:
- Theatre Street (autobiografia, 1930)
- Ballet Technique (1956)
- Classical Ballet: The Flow of Movement (1962)
Morì il 26 maggio 1978 a Beaconsfield, vicino Londra.

Per saperne di più:
- Gennady Smakov, I grandi danzatori russi, a cura di Sergio Trombetta, Roma, Gremese, 2004
- Tamara Karsavina, Theatre Street: The Reminiscences of Tamara Karsavina, Princeton Book Co Pub
- Andrew R. Foster, Tamara Karsavina: Diaghilev’s Ballerina, 2010
In copertina: Tamara Karsavina e Leon Bakst sulla coperina de Comœdia Illustré, 1912












