Il balletto La Fille mal gardée (La ragazza mal custodita) segnò l’inizio di una nuova corrente artistica: quella preromantica. Il coreografo Jean Dauberval abbandonò i miti, le allegorie e l’enfasi epica del passato per concentrarsi sulla realtà quotidiana, presentata attraverso una commedia leggera, fatta di schermaglie amorose e dispetti familiari.

LA TRAMA DE LA FILLE MAL GARDÉE
Ambientata in un villaggio di campagna, la storia racconta delle disavventure amorose di Lise (originariamente Lison), giovane contadina innamorata del semplice e onesto Colas (Colin). La madre di lei, la vedova Madame Simone o Marceline (prima ancora chiamata Ragotte), ha però altri progetti per la figlia: vuole che sposi Alain, figlio del ricco proprietario terriero Thomas.
Durante la festa del raccolto, Lise partecipa alle caratteristiche danze incrociandosi più volte con il suo innamorato Colin, mentre invece la madre la spinge tra le braccia di un sempre più impacciato Alain. Per fortuna un temporale interrompe la festa e tutti sono costretti a tornare casa.
Proprio a casa, in un momento di sonno di Madame Simone, si compie il misfatto: Colin s’intrufola di nascosto e la vedova inavvertitamente lo chiude in casa con Lise. Quando Lise e Colas vengono scoperti insieme, per giunta in camera da letto e mentre lei è già in abito da sposa, finalmente riescono a coronare il loro sogno d’amore.
Tra gli elementi comici più riusciti spiccano la figura di Madame Simone, interpretata da un uomo en travesti con l’esilarante Clog Dance o danza degli zoccoli in stile tip-tap, e il goffo Alain con il suo inseparabile ombrello. Ballerini travestiti da animali, danze popolari come le moresche e brillanti scene pantomimiche completano un affresco rurale e vivace. Celebre è la scena in cui Lise, pensandosi da sola, immagina di educare i suoi futuri bambini. La scena di pantomima fu introdotta da Petipa nel 1885 e resa celebre in Occidente dalla ballerina Tamara Karsavina.

L’ISPIRAZIONE
L’ispirazione per la trama arrivò da un dipinto dell’artista Pierre-Antoine Baudouin intitolato La Réprimande. Une jeune fille querellée par sa mère (Il rimprovero. Una ragazza sgridata da sua madre), che Dauberval vide esposto in una vetrina mentre passeggiava tra le vie di Bordeaux. L’opera raffigurava una giovane contadina sorpresa dalla madre in abiti discinti, con un amante in fuga sullo sfondo. Da questa semplice scena nacque l’idea di raccontare una storia d’amore tra due giovani costretti ad amarsi di nascosto tra le balle di fieno.

LA PRIMA RAPPRESENTAZIONE DEL BALLETTO
La prima assoluta del balletto avvenne il 1° luglio 1789 al Grand Théâtre di Bordeaux con il titolo Le Ballet de la paille ou Il n’est qu’un pas du mal au bien (Il balletto della paglia, o Non c’è che un passo dal male al bene) pochi giorni prima della presa della Bastiglia. La coreografia era strutturata in due atti e tre quadri, e rappresentava un esempio innovativo di commedia danzata, in cui venivano inserite anche danze popolari, dando origine a quella che sarà una tendenza dominante nel balletto dell’Ottocento. Il ruolo principale di Lison fu affidato a M.me Théodore, nome d’arte di Marie-Madeleine Crespé, moglie di Dauberval.

IL COREOGRAFO: JEAN DAUBERVAL
Nel corso del XVIII secolo, importanti teorici del teatro e della danza, come John Weaver in Inghilterra, Carlo Goldoni in Italia e Jean-Georges Noverre in Francia, criticarono l’eccessiva teatralità del loro tempo. Condannarono l’uso di maschere dipinte, parrucche e costumi ingombranti, chiedendo maggiore realismo, attenzione alla trama, espressione autentica delle emozioni e il superamento del virtuosismo fine a sé stesso.
Il coreografo Jean Dauberval fu uno dei principali promotori di queste idee riformiste, contribuendo alla diffusione del ballet d’action, una nuova forma espressiva in cui la danza diventava autonoma dal canto e dalla parola, quindi capace di raccontare storie attraverso il movimento e la pantomima. Il balletto La Fille mal gardée rappresenta un esempio pionieristico di questa rivoluzione artistica.

Jean Dauberval, il cui vero nome era Jean Bercher, nacque a Montpellier il 19 agosto 1742. Formatosi sotto la guida di Jean-Georges Noverre, fu ballerino, insegnante e coreografo. A 17 anni ottenne un incarico al Teatro Reale di Torino, per poi entrare all’Opéra di Parigi, dove si distinse per la sua abilità pantomimica.
Dopo varie esperienze a Stoccarda e Londra, tornò a Parigi e fu attivo come ballerino nobile e assistente maestro di danza. Nel 1783 si trasferì a Bordeaux come maître de ballet e creò La Fille mal gardée, il suo capolavoro.
Tra i suoi allievi: Charles-Louis Didelot, considerato il padre del balletto russo; Salvatore Viganò, pioniere del dramma danzato italiano; e Jean-Pierre Aumer, importante coreografo dell’Opéra di Parigi.
Dauberval morì improvvisamente a Tours, il 14 febbraio 1806, durante un viaggio.

LE SUCCESSIVE RAPPRESENTAZIONI
Solo nel 1791 al Pantheon Theatre di Londra, Dauberval presentò il balletto con il titolo attuale La Fille mal gardée. In scena nuovamente M.me Théodore e Charles-Louis Didelot, allievo di Dauberval, nel ruolo di Colin. Ad interpretare la madre di Lise fu ancora una volta un ballerino en travesti.
La Fille mal gardée è considerato uno dei primi balletti comici della storia e uno dei primi a presentare personaggi realistici anziché figure mitologiche. Insieme a I capricci di Cupido di Vincenzo Galeotti (1786), è uno dei più antichi balletti ancora in repertorio. Infatti, sebbene la coreografia originale di Dauberval sia andata perduta, la trama e il soggetto sono sempre rimasti gli stessi.
Nel 1818, Didelot ripropose il balletto al Teatro Imperiale di San Pietroburgo, col titolo La Précaution inutile ou Lise et Colin.
Numerose sono state le ricostruzioni e le versioni successive, tra cui quella di Lev Ivanov e Marius Petipa del 1885 e soprattutto quella di Frederick Ashton del 1960.

LA MUSICA DE LA FILLE MAL GARDÉE
La partitura originale era un collage di oltre cinquanta melodie tratte da canti popolari francesi. Nel 1828, Jean-Pierre Aumer commissionò a Louis-Joseph Ferdinand Hérold un nuovo arrangiamento, integrando le musiche originali con arie tratte da opere liriche come Il barbiere di Siviglia e La Cenerentola.
Nel 1837, la ballerina Fanny Elssler danzò nel ruolo di Lise su musiche tratte da L’Elisir d’amore di Donizetti.
Nel tempo, diversi compositori contribuirono alla ricchezza musicale del balletto: Cesare Pugni per la versione di Jules Perrot (1854), Peter Ludwig Hertel per quella di Paolo Taglioni a Berlino (1864), e Ludwig Minkus per la versione russa di Petipa e Ivanov (1885).
Nel 1903 al Teatro Mariinskij, Alexandr Gorskij ampliò ulteriormente la musica, includendo brani di Drigo, Delibes, Pugni, Minkus e Rubinstein.
Oggi la versione più rappresentata del balletto è quella del 1960 coreografata da Frederick Ashton per il Royal Ballet con il titolo The Wayward Daughter. Grazie alla collaborazione con lo storico della danza Ivor Guest, Ashton ricostruì elementi originali del balletto e introdusse nuove trovate coreografiche. Gli arrangiamenti musicali di John Lanchbery, basati sulle partiture di Hérold, sono in perfetta armonia con lo spirito leggero e gioioso del balletto. L’orchestrazione include anche arie di Rossini e Donizetti.

CURIOSITÀ
- Il personaggio di Alain fu inizialmente accompagnato da un aquilone, oggi porta in scena un iconico ombrello rosso.
- La versione di Ashton del 1960 utilizzava veri polli in scena, rafforzando l’atmosfera contadina e umoristica.
- Il celebre pas de ruban tra Lise e Colas è uno dei momenti più romantici e simbolici del balletto classico. Il nastro che intrecciano durante la danza forma un disegno chiamato Cat’s Cradle (culla del gatto) che in un’antica tradizione inglese simboleggiava un bacio.

In copertina: Philip Mosley e il corpo di ballo del Royal Ballet nella Clog dance, Londra, 2012 © Tristam Kenton












