Chi non conosce le avventure di Alice nel paese delle meraviglie? Racconto, cartone animato, film o balletto, la storia scritta da Lewis Carroll affascina ancora oggi adulti e bambini. Qualsiasi sia la forma d’arte scelta per trasmettere le vicende di Alice, le regole e i codici della realtà spazio temporale verranno sovvertiti.

Le origini di Alice
Lewis Carroll, pseudonimo di Charles Lutwidge Dodgson, scrisse Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie (Alice’s Adventures in Wonderland) nel 1865, in piena epoca vittoriana. Matematico, filosofo e visionario, Dodgson era in realtà un pastore anglicano, che per la sua storia si ispirò ad una vicenda biografica: una gita in barca con un altro religioso e la piccola Alice con le sue due sorelle Liddell.
Alice nel paese delle meraviglie è un libro per l’infanzia molto particolare, in cui vengono stravolti tutti i riferimenti del mondo convenzionale. Per questo si presta a più livelli d’interpretazione: giochi di parole, filastrocche e indovinelli sono nascosti tra le pagine. Cosa che rese fin da subito il libro complesso e difficilmente traducibile in altre lingue.
Nel 1875, Lewis Carroll scrisse anche un seguito della storia dal titolo: Attraverso lo specchio e quello che Alice vi trovò (Through the looking-glass, and what Alice found there). Da quest’opera in poi partirà tutto lo sviluppo della letteratura fantasy.

La storia di Alice nel paese delle meraviglie
Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie racconta delle vicende di Alice all’interno di un mondo fantastico in cui tutto sembra non avere senso.
All’inizio la bambina legge un libro in giardino quando, annoiata, si addormenta immaginando uno strano coniglio che controlla un orologio da taschino. Alice curiosa decide di seguirlo fino alla sua tana, in cui scivola, e che si rivelerà l’ingresso di un mondo magico.
Così Alice si ritrova in una serie di luoghi in cui o è troppo piccola o è troppo grande. Attraverso diversi oggetti e indizi, come una bottiglia con scritto “bevimi” che la farà rimpicciolire e un biscotto con su scritto “mangiami” con cui diventerà gigantesca, sbloccherà di volta le in volta le varie situazioni.
Nel suo viaggio psichedelico Alice fa una serie di bizzarri incontri. Il primo con il Brucaliffo che fuma un narghilè sul cappello di un fungo e le spiega che mangiando le parti giuste del fungo stesso potrà ottenere la statura che vorrà.
Poi incontra la Duchessa e il Gatto del Cheshire (lo Stregatto nella versione di Walt Disney) che le dà le indicazioni per l’appuntamento dal Cappellaio Matto e dalla Lepre Marzolina. Lì la situazione è assurda: a causa dell’ira del Tempo i commensali continuano a cambiare posto e a versarsi continuamente il tè.
Di seguito Alice arriva al castello della Regina di Cuori dove ci sono delle carte da gioco, che sono anche dei giardinieri che cercano di dipingere di rosso le rose bianche prima che la regina si accorga dell’errore. Qui Alice incontra il Fante di Cuori che sta per essere decapitato per aver rubato dei pasticcini.
Alla fine, Alice si sveglia nel giardino e racconta alla sorella il suo sogno prima di rientrare in casa per l’ora del tè.

La prima rappresentazione di Alice in Wonderland
La prima rappresentazione del balletto in due atti Alice in Wonderland risale al 9 luglio 1953 per il Festival Ballet, compagnia che nel 1969 cambierà il nome in London Festival Ballet e nel 1989 diventerà English National Ballet. Il libretto e la musica sono di Joseph Horowitz e la coreografia di Michael Charnley.
L’opera ebbe un discreto successo, nonostante il libero riadattamento del libretto e i movimenti “moderni” inseriti nel balletto classico. Tra gli interpreti principali John Gilpin, Keith Beckett e Belinda Wright nel ruolo di Alice.

Le successive versioni di Alice
Nel 1986 al Metropolitan di New York, il coreografo americano Glen Tetley presentò la sua Alice con il National Ballet of Canada. Questo lavoro esplorava il rapporto fra Alice Liddell che, ormai adulta, ricorda il rapporto con il reverendo Charles Dodgson, in arte Lewis Carroll, portando sempre e comunque in scena tutti gli stravaganti personaggi del racconto.
Nel 1988 fu Lidsay Kemp a portare in scena la sua Alice presentando il lavoro al Teatro Olimpico di Roma con musiche di Arturo Annecchino e Sergio Rendine. Kemp interpretò il reverendo Dodgson, il Gatto e il Cavaliere Bianco, preso in prestito dalle pagine dell’altra favola di Carroll, Alice attraverso lo specchio.

La versione più famosa di Alice nel paese delle meraviglie è quella portata in scena dal Royal Ballet il 28 febbraio 2011. Il coreografo è il geniale Christopher Wheeldon che nei suoi tre atti non si allontana molto dalla trama originale di Lewis Carroll:
C’è una festa in giardino in cui la teenager Alice (non più bambina) è sorpresa nel vedere Lewis Carroll, l’amico dei suoi genitori, trasformarsi in coniglio. Così lo segue e hanno inizio le sue avventure in un paese delle meraviglie.
La musica di Joby Talbot ha una forte componente descrittiva che ricalca completamente i passi e le azioni dei ballerini. Cura le scenografie Nicholas Wright che, assieme alla fantasia e ai colori dei meravigliosi costumi di Bob Crowley, riesce a creare dei veri e propri quadri fantastici. Le coreografie sono un incontro tra danza classica, contemporanea e grande teatralità espressiva. Ciascuno dei personaggi è contraddistinto da un particolare stile: si va dal tip tap del Cappellaio alla danza arabeggiante del Bruco; dal registro grottesco della Duchessa en travesti a quello comico della Regina di Cuori, nell’esilarante parodia dell’Adagio della Rosa della Bella Addormentata.

Il paese delle meraviglie dei Momix
I Momix creano una propria interpretazione di Alice nel paese delle meraviglie con Alice Fall Down the Rabbit Hole… andato in scena al Teatro Olimpico di Roma nel 2019.
L’opera è un viaggio attraverso l’inconscio, quindi non riprende la storia da un punto di vista narrativo, per quanto si ritrovino tutti i personaggi principali delle avventure di Alice.
Il coreografo Moses Pendleton afferma “Non intendo raccontare l’intera storia di Alice, ma usarla come punto di partenza per dare libero sfogo all’invenzione. Sono curioso di vedere cosa succederà, e sto diventando sempre più curioso quanto più conosco Lewis Carroll, che, come me, era un appassionato fotografo. Vedo Alice come un invito a inventare, a fantasticare, a sovvertire la nostra percezione del mondo, ad aprirsi all’impossibile. Il palcoscenico è il mio narghilè, il mio fungo, la mia tana del coniglio.”
Pendleton si tuffa così nella tana del coniglio, dove niente è come appare, portando con sé tutti gli spettatori pronti ad immergersi nell’illusione.

ALiCE in VR Wonderland
Nel 2022 il Sadler’s Well porta in scena una creazione della pluripremiata coreografa Jasmin Vardimon, la sua ALiCE è una rivisitazione del classico Alice nel paese delle meraviglie che promette una festa sensoriale di immagini accattivanti e paesaggi cinetici sorprendenti. Lo spettacolo è infatti accompagnato da un’esperienza di realtà virtuale magica e multisensoriale: utilizzando un visore VR e un suono surround 3D, il pubblico è completamente immerso in uno spettacolare paese delle meraviglie a 360 gradi.
Qui non importa se Alice è una donna, o una bambina, non è certa della sua identità e dove sta andando. Se fugge o esplora, scoprendo i poteri del suo corpo che cambia. Il mondo che la circonda è diverso, curioso e avvincente, a volte assolutamente pazzesco.

Alice al cinema
La storia di Alice è stata adattata al grande schermo diverse volte ad esempio per la versione animata di Walt Disney del 1951 e per la versione di Tim Burton del 2010 con Johnny Depp. Il balletto Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie è stato proiettato per la prima volta nei cinema italiani il 23 ottobre 2017 in diretta via satellite dal palcoscenico della Royal Opera House.

Pronti a confondere il vostro senso logico in un rovesciamento della realtà?
Per saperne di più:
LIBRO: Lewis Carroll, Alice nel paese delle meraviglie, Feltrinelli Editore, 2013
In copertina: Alice im Wunderland, L.Summerscales, Bayerische Staatsoper 2023 © Nicholas MacKay












