Ogni 27 marzo si celebra la Giornata Mondiale del Teatro, un evento istituito nel 1962 dall’International Theatre Institute (ITI) in collaborazione con l’UNESCO. L’obiettivo è quello di promuovere il teatro in tutte le sue forme e favorire la comprensione tra i popoli attraverso le arti sceniche.
Ma come si inserisce questa celebrazione nel contesto più ampio delle arti performative? In questo articolo approfondiremo le origini della Giornata Mondiale del Teatro e l’importanza di questa ricorrenza per il mondo della danza.

Le origini della Giornata Mondiale del Teatro
L’idea di una giornata internazionale dedicata al teatro nacque nel 1961 a Vienna, durante il IX Congresso Mondiale dell’ITI. La prima celebrazione ufficiale avvenne il 27 marzo 1962, e da allora la ricorrenza viene celebrata in oltre 100 Paesi nel mondo.
L’ITI, fondato nel 1948 su iniziativa dell’UNESCO è la principale organizzazione internazionale non governativa nel campo delle arti. Tra i suoi obiettivi ci sono:
• Promuovere lo scambio internazionale nel teatro e nelle arti performative
• Stimolare la creazione artistica e la cooperazione tra artisti
• Sensibilizzare il pubblico sul valore delle arti sceniche
• Favorire la pace e la comprensione tra i popoli attraverso il teatro

I messaggi ufficiali dei grandi artisti
Ogni anno, una personalità del mondo del teatro è incaricata di scrivere un messaggio ufficiale, che viene letto nei teatri di tutto il mondo.
Tra gli artisti più conosciuti ci sono stati:
Jean Cocteau nel 1962
Arthur Miller nel 1963
Pablo Neruda nel 1971
Maurice Béjart nel 1972
Luchino Visconti nel 1973
Richard Burton nel 1974
John Malcovich nel 2012
Dario Fo nel 2013

Per il 2025, l’ITI ha scelto Theodoros Terzopoulos, attore, drammaturgo e regista greco, fondatore dell’Attis Theatre, ispiratore e Presidente del Comitato Internazionale delle Olimpiadi Teatrali. Terzopoulos è noto per il suo approccio fisico ed espressivo alla recitazione, che integra voce, respiro e movimento in un linguaggio scenico di grande impatto. Di seguito il suo contributo per questa edizione della Giornata Mondiale del Teatro.

Il messaggio ufficiale 2025 di Theodoros Terzopoulos
Può il teatro sentire il grido di aiuto che i nostri tempi stanno lanciando, in un mondo di cittadini impoveriti, rinchiusi in celle di realtà virtuale, trincerati nella loro soffocante privacy? In un mondo di esistenze robotizzate all’interno di un sistema totalitario di controllo e repressione in ogni ambito della vita?
Il teatro è preoccupato per la distruzione ecologica, il riscaldamento globale, la massiccia perdita di biodiversità, l’inquinamento degli oceani, lo scioglimento delle calotte polari, l’aumento degli incendi boschivi e gli eventi meteorologici estremi? Può il teatro diventare parte attiva dell’ecosistema? Da molti anni il teatro sta osservando l’impatto dell’uomo sul pianeta, ma ha difficoltà ad affrontare questo problema.
Si preoccupa il teatro della condizione umana così come si sta delineando nel XXI secolo, in cui il cittadino è manipolato da interessi politici ed economici, reti mediatiche e aziende che formano l’opinione pubblica? Dove i social media, per quanto la facilitino, sono il grande alibi della comunicazione, perché garantiscono la necessaria distanza di sicurezza dall’Altro? Un senso pervasivo di paura dell’Altro, del diverso, dello Straniero, domina i nostri pensieri e le nostre azioni.
Può il teatro fungere da laboratorio per la coesistenza delle differenze senza tenere conto del trauma sanguinante?
Il trauma sanguinante ci invita a ricostruire il Mito. E come dice Heiner Müller: “Il mito è un aggregato, una macchina alla quale si possono collegare macchine sempre nuove e diverse. Trasporta l’energia fino a quando la velocità crescente farà esplodere il campo culturale” e, aggiungerei, il campo della barbarie.
I riflettori del teatro possono far luce sul trauma sociale e smettere di gettare un’immagine fuorviante su sé stesso?
Domande che non ammettono risposte definitive, perché il teatro esiste e sopravvive grazie a domande senza risposta.
Domande innescate da Dioniso, che attraversa il suo luogo di nascita, l’orchestra del teatro antico, e continua il suo silenzioso viaggio da profugo attraverso paesaggi di guerra, oggi, nella Giornata Mondiale del Teatro.
Guardiamo negli occhi Dioniso, il dio estatico del teatro e del Mito che unisce passato, presente e futuro, figlio di due nascite, da Zeus e da Semele, espressione di identità fluide, femminile e maschile, iroso e gentile, divino e animale, in bilico tra follia e ragione, ordine e caos, un acrobata sul crinale tra la vita e la morte. Dioniso pone una domanda ontologica fondamentale: “Qual è il senso di tutto questo?” una domanda che spinge il creatore verso un’indagine sempre più profonda sulle radici del mito e sulle molteplici dimensioni dell’enigma umano.
Abbiamo bisogno di nuovi modi narrativi che coltivino la memoria e creino una nuova responsabilità morale e politica per fuoriuscire dalla multiforme dittatura del Medioevo odierno.
Theodoros Terzopoulos

L’importanza della celebrazione e il ruolo dell’UILT in Italia
Dal 1990, l’Italia partecipa attivamente alla celebrazione della Giornata Mondiale del Teatro grazie all’Unione Italiana Libero Teatro (UILT).
L’Unione Italiana Libero Teatro (UILT) nasce nel 1977 con l’obiettivo di promuovere e valorizzare il teatro amatoriale in Italia, offrendo un punto di riferimento per le compagnie non professioniste e contribuendo alla crescita culturale del territorio. Nel corso degli anni, la UILT ha consolidato la sua presenza, diventando un’importante realtà associativa che supporta la produzione teatrale attraverso rassegne, festival e percorsi di formazione.
Nel 2012 è stato fondato il Centro Italiano dell’International Theatre Institute, che coordina le celebrazioni della Giornata Mondiale del Teatro (27 marzo) e della Giornata Mondiale della Danza (29 aprile) in Italia.

Teatro, danza e arti performative
La Giornata Mondiale del Teatro non è solo una celebrazione del teatro, ma anche un riconoscimento del ruolo delle arti performative nella società contemporanea. Conoscere il teatro permette di scoprire il valore culturale e sociale di una civiltà che continua ad innovarsi attraverso sempre diverse forme espressive.

In copertina: The Bacchae, diretto da Theodoros Terzopoulos, Mosca 2015, Electrotheatre Stanislavsky © Johanna Weber












