Manifesto Toulouse-Lautrec

Henri de Toulouse-Lautrec e la Belle Époque

Un mondo irriverente, frizzante e sfacciato è quello delle folli notti parigine nella Belle Époque. Andiamo alla scoperta delle vie di Montmartre attraverso lo sguardo di Henri de Toulouse-Lautrec.

Henri de Toulouse-Lautrec amava ritrarre la vita del music-hall, il Moulin Rouge, l’aria frizzante della Belle Époque. S’immerse completamente nell’arte e vi trovò un mondo libero da ogni costrizione. Infatti, nato nel 1864 ad Albi, da una famiglia di origini aristocratiche, Toulouse-Lautrec soffriva di picnodisostosi, una malattia genetica delle ossa, con delle manifestazioni molto simili al nanismo. Era alto solo 152 cm, con un busto da adulto e le gambe di un bambino.

Questa sua fisicità non gli permise di partecipare alla maggior parte delle attività sportive e sociali, solitamente intraprese dagli uomini del suo rango. Fu così che decise di dedicarsi all’arte.

A diciotto anni, Toulouse-Lautrec divenne allievo del pittore francese Fernand Cormon, che pur non apprezzava le sue doti nel disegno e nella caricatura. Tuttavia, fu nello studio di Cormon che Lautrec divenne amico di Vincent van Gogh, soggetto di una delle sue prime opere.

Henri de Toulouse-Lautrec
Henri de Toulouse-Lautrec

Toulouse-Lautrec e la Parigi notturna

A Parigi, Toulouse-Lautrec iniziò a familiarizzare con il quartiere degli artisti ed a conoscere personaggi che influenzeranno fortemente il suo stile artistico.
Uno di questi fu lo chansonnier Aristide Bruant, il quale esortò l’artista ad interessarsi alla rappresentazione delle classi meno abbienti di Parigi. Grazie a questo consiglio, nel 1884, Toulouse-Lautrec si trasferì nel quartiere di Montmartre, dove aprì il suo atelier e divenne un ospite fisso del Moulin Rouge. A questo locale sono legate alcune delle opere più celebri dell’artista.
Proprio Montmartre, con i suoi artisti, le ballerine e gli ubriaconi, divenne fonte d’ispirazione per la creatività dell’artista. Ma non solo, Toulouse-Lautrec amava ritrarre le protagoniste delle chiassose notti parigine: le prostitute. Le rappresentava nella loro intimità per cogliere al meglio la personalità delle filles de joie.
È a lui che dobbiamo le immagini più vivide e autentiche della Parigi rumorosa e allegra della Belle Époque.

Del resto, Toulouse-Lautrec diventò uno dei personaggi più popolari negli ambienti bohémien della capitale. Trascorreva le sue notti bevendo assenzio e ammirando le ballerine di can-can negli affollati locali notturni.

Ballo al Moulin Rouge di Henri de Toulouse-Lautrec
Ballo al Moulin Rouge (1890), Philadelphia Museum of Art

Scandal o Can-can

Capace di trascinare il pubblico attraverso l’entusiasmo delle ballerine con le loro svolazzanti gonne e i merletti delle culottes, il can-can è indissolubilmente associato alla Francia.

Molte sono le teorie che ruotano intorno alla nascita del can-can, a partire dallo stesso nome che deriverebbe dalla storpiatura della parola “scandal”. Ma quella più diffusa afferma che il can-can discenderebbe dal galop della quadriglia, inventato intorno al 1850. Secondo altri, l’usanza delle lavandaie di Montmartre di mostrare, ogni domenica, le gonne per le strade del quartiere, avrebbe ispirato il can-can.

In ogni caso, con il tempo questo genere di ballo si perfezionò e vennero ingaggiate delle ballerine professioniste per le esibizioni, tanto da diventare una tradizione parigina. La quale, ancora oggi, viene rappresentata al celebre Moulin Rouge nel quartiere di Pigalle.

Facciata Moulin Rouge
Il Moulin Rouge nel 1910

Gli anni del successo

Per Henri de Toulouse-Lautrec il successo arrivò soprattutto agli inizi degli anni Novanta dell’Ottocento, quando si appassionò alla litografia, riuscendo ad ottenere importanti commissioni dai proprietari dei locali, come il Moulin Rouge.

Ed ecco comparire sulle locandine le ballerine di can-can, belle e irriverenti, con le gambe sollevate e i merletti in bella vista.

Inoltre, il suo stile risentiva fortemente dell’arte giapponese (in quegli anni andava di moda collezionare le famose ukiyo-e, le stampe orientali), lo si può notare soprattutto dalla scelta cromatica. Le linee sono curve, tendenti alla caricatura, e rimandano ad un mondo suggestivo, quasi lontano.

Manifesto Moulin Rouge Toulouse-Lautrec
La Goulue al Moulin Rouge (1891), manifesto, Musée Toulouse-Lautrec, Albi

Il Moulin Rouge agli occhi di Toulouse-Lautrec

Il Moulin Rouge venne inaugurato da Charles Zidler e Joseph Oller, nel 1889, a Montmartre, in Boulevard de Clichy. La sua facciata, ancora oggi, presenta il caratteristico mulino a vento rosso, che si rifaceva al Moulin de la Galette, un fortunato locale che si trovava all’interno di un vecchio mulino.

Vi si tenevano spettacoli di ballo, tra cui la cosiddetta quadrille naturaliste, derivata dal can-can, che avrà un enorme successo soprattutto nell’interpretazione sfrenata e dalla forte carica erotica di La Goulue e del ballerino Valentin-le-Désossé, spesso in coppia con lei.

Nel 1891, venne indetta una gara per la realizzazione del manifesto celebrativo del Moulin Rouge. Henri de Toulouse-Lautrec si aggiudicherà la commissione.

La Goulue al Moulin Rouge
La Goulue arriva al Moulin Rouge (1892), MOMA, New York

Jane Avril

Anche per occasione dell’inaugurazione del Jardin de Paris, un altro cabaret di Parigi, Henri de Toulouse-Lautrec ne realizzò il manifesto.

La protagonista dell’opera questa volta era la ballerina Jane Avril, che divenne la musa ispiratrice dell’artista.

In realtà, Jane Avril era il nome d’arte di Jeanne Beaudon, nata nel 1868 da una cortigiana e da un nobile italiano. Nonostante il padre non l’avesse mai riconosciuta, visse fino ai nove anni con i nonni paterni. In seguito, dopo essere stata affidata alla madre, iniziò per Jane un periodo di maltrattamenti che la portò a fuggire di casa all’età di tredici anni. Rinchiusa in collegio, Jane Avril ebbe le prime crisi nervose che con il tempo si aggravarono. Quindi, tentò il suicidio gettandosi nella Senna, ma fu salvata da un gruppo di prostitute. Che le fecero conoscere la Parigi notturna, in particolare il mondo dei locali, dove la differenza tra prostituta e ballerina era allora molto labile.

Ma la caratteristica che distingueva Jane da tutte le altre ballerine era il suo stile privo di volgarità. Questo le permise di portare il can-can in numerose capitali europee con enorme successo.

Conosciuta anche come Jane la Folle si esibì in tutti i maggiori locali di Parigi, fino al trionfo alle Folies Bergère, dove furoreggiò con un balletto da lei stessa creato, dal titolo L’arc-en-ciel, diventando un’icona della sua epoca.

Manifesto Toulouse-Lautrec
Jane Avril al Jardin de Paris (1893), Musée Toulouse-Lautrec, Albi

Toulouse-Lautrec e la sua musa ispiratrice

In breve tempo Jane Avril divenne la musa ispiratrice di Toulouse-Lautrec. Il pittore la preferì ad un’altra celebrità del Moulin Rouge, la ballerina soprannominata La Goulue.

I due furono anche legati da una profonda relazione di amicizia. Jane era una donna colta e apprezzava i dipinti dell’artista. Henri ricambiava sempre con affetto sincero ed ammirazione, regalandole anche molti quadri, che lei a sua volta donò ai numerosi amanti. Jane gli fu accanto, fino alla sua morte, tra alcol e sifilide, il 9 settembre del 1901.

La fama di Jane Avril fu consacrata all’eternità grazie ai manifesti creati da Toulouse-Lautrec.

dipinto di Jane Avril
Jane Avril che danza (1892), Musée d'Orsay, Parigi

Toulouse-Lautrec venne definito l’anima di Montmartre, luogo che per tutta la vita rappresenterà indagando la vita quotidiana dei suoi locali, dei bordelli e dei teatri.

ritratto Henri de Toulouse-Lautrec
Henri de Toulouse-Lautrec, Autoritratto (1882-83), Musée Toulouse-Lautrec, Albi

In copertina: manifesto di Henri de Toulouse-Lautrec, La Troupe de Mademoiselle Églantine (1896), Musée Toulouse-Lautrec, Albi

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