ragazza che fa yoga

Yoga, una tradizione millenaria

Lo yoga è una disciplina indiana molto antica, fondata sull’esercizio fisico, sulla meditazione e sulla respirazione. Esistono diverse tipologie di yoga e ciascuna di esse si focalizza su un diverso aspetto di conoscenza di se stessi.

Lo yoga è una disciplina molto antica, nata nelle regioni che oggi costituiscono l’India del Nord. In origine era una pratica ascetica e meditativa.

Il termine yoga deriva dalla radice sanscrita yuj che significa: giogo, soggiogare, mettere insieme per compiere una azione comune, ma anche unire e integrare. 

Il trattato Yogasūtra, redatto tra il 2° e il 5° sec. d. C., costituisce un testo base e indica gli otto gradi delle tecniche dello yoga. Dell’autore, il filosofo Patañjali, nulla si sa oltre alle leggende. Lo Yogasūtra consiste in una raccolta di 196 aforismi: brevi e significative frasi concepite per essere memorizzate con facilità. Come era costume presso i maestri hindu, per i quali la tradizione orale era il mezzo principale per condividere e tramandare la conoscenza.

Nella visione orientale, lo yoga è una pratica che mira a liberare i canali energetici che attraversano il corpo. Ed a permettere il fluire dell’energia necessaria a mantenere uno stato di salute. Mentre in una visione più occidentale, lo yoga serve a raggiungere uno stato e una sensazione di benessere. Infatti, grazie agli esercizi fisici, si mettono in moto tutti i muscoli. Inoltre, la frequenza e la profondità del respiro sono controllate attraverso le posizioni statiche, mentre il silenzio e la lentezza dei movimenti aiutano a rilassarsi.

Lo yoga può essere praticato da chiunque: non vi sono limiti in termini di età e di preparazione fisica.

Questa disciplina include gli esercizi di respirazione (Pranayama), la meditazione, le posture (Asana) e i mantra, strumenti per pensare costituiti da inni, versetti vedici ed insiemi di sillabe.

uomo che medita

Le origini dello yoga

Le origini dello yoga sono antichissime. Le prime tracce risalgono all’India, nel 5.000 a.C. A questo periodo risalgono monete, tavolette e sigilli raffiguranti alcune posizioni yoga. Ma la documentazione sui primi insegnamenti yoga risale ad antichissime raccolte del 3.000 a.C. Inoltre, può essere trovata nei testi dei Veda, precisamente nelle Upaniṣad.

Le Upaniṣad Saṃnyāsa, databili fra il XIV e il XV secolo (periodo nel quale in Europa si diffondevano le danze quattrocentesche), espongono teorie che esaltano la vita ascetica e devozionale. Il saṃnyāsa è il rinunciante, cioè colui che abbandona la vita sociale e i propri beni per dedicarsi alla conoscenza spirituale.

Da allora lo yoga si è evoluto sempre più finché, da pratica principalmente meditativa, basata su poche posizioni, si è trasformato in una disciplina molto più impegnativa a livello fisico. Arrivando a quello che ormai viene definito lo “yoga moderno” grazie al contributo di diversi maestri (detti anche guru) come Krishnamacharya, Indra Devi (passata alla storia come la “First Lady dello yoga”) e B.K.S. Iyengar.

Ancora oggi lo yoga continua a modificare e sviluppare nuove correnti. Come il Chair yoga, praticato seduti su una sedia e utile, per esempio, ai soggetti infortunati o con scarsa mobilità. O l’Aerial yoga che, tramite l’uso di teli in sospensione, unisce danza e arti circensi.

Yoga acrobatico

Yogasutra di Patanjali

Lo Yogasutra è uno dei testi fondamentali dello yoga. Quello che ha permesso che questa disciplina fosse tramandata nel tempo. A scrivere lo Yogasutra fu il filosofo Patanjali, considerato il padre dello yoga. 

Si racconta che Patanjali sia vissuto intorno al 500 a.C. e che fu un grande maestro di yoga. Secondo la leggenda, Patanjali era un’anima evoluta, che decise di reincarnarsi come essere umano per aiutare l’umanità. Quindi, sperimentando le gioie e i dolori della vita, trovò un metodo per superare le sofferenze e lo mise per iscritto in 196 aforismi.

Patanjali si occupò di tutti gli aspetti della vita, come del corpo, della mente e dell’anima. Indagò anche i principi etici e morali e le rinunce che il praticante dovrebbe mettere in atto.

Il testo Yogasutra può essere diviso in 4 parti:

  • Samadhi pada (sulla contemplazione): Patanjali apre questa opera definendo lo yoga ed movimenti della coscienza. 
  • Sadhana pada (sulla pratica): Qui si parla di tutte le otto discipline dello yoga e come queste servono al praticante per ridurre al minimo le sofferenze.
  • Vibhuti pada (sulle proprietà e sui poteri): In questo capitolo invece si parla dei doni che i praticanti di yoga possono sperimentare e di come si dovrebbe rimanere lontano dalle tentazioni, continuando il proprio cammino.
  • Kaivalya pada (sull’emancipazione e sulla libertà): Quest’ultima parte, invece, espone i problemi filosofici che i praticanti devono affrontare durante lo studio e la pratica dello yoga.
yoga mare

I diversi stili

Benchè lo yoga sia essenzialmente un’unica disciplina, è possibile distinguere diversi stili. Nei secoli, ma anche più recentemente, sono venute a delinearsi tantissime tipologie di yoga, ognuna delle quali si focalizza su aspetti e modalità diverse. Di seguito, potrete trovare una carrellata dei principali stili.

Hatha yoga

L’Hatha yoga è una delle tipologie più praticate nel mondo occidentale. Il fondatore è ritenuto essere Gorakhnāth, vissuto intorno al XII secolo. 

Il termine Hatha ha un duplice significato. In primo luogo significa “sforzo” e si riferisce allo sforzo mentale e fisico necessario per praticare yoga. Ma Hatha è anche composto dall’unione dei termini ha e tha. Il termine ha indica il “sole” ed è riferito all’energia maschile. Essa, che viene anche chiamata Pingala, sfocia nel canale energetico destro del nostro corpo e nell’emisfero sinistro. Mentre il termine tha significa “luna”, ed è riferito all’energia femminile. Ovvero quella che, sfociando nel canale energetico sinistro del corpo e nell’emisfero destro, viene chiamata Ida.

Il sole e la luna rappresentano anche le due narici e il relativo passaggio dell’aria. Perciò, l’Hatha yoga definisce l’insieme dei due respiri.

Questa corrente di yoga si concentra sulla forza fisica e sulla respirazione, al fine di preparare il soggetto alla meditazione.

Inoltre, si propone di riunire tutti i possibili opposti e le dualità, affinché possano funzionare in perfetta armonia. L’obiettivo finale è raggiungere il samadhi, l’annullamento delle dualità, poiché se la testa e il cuore lavorano insieme si vive meglio.

Questo tipo di yoga favorisce l’elasticità dei muscoli e dei tendini, mentre gli esercizi respiratori lavorano sul diaframma.

Ragazza che fa yoga

Anusara yoga

L’Anusara yoga è una delle numerose tipologie di yoga dinamico che traggono ispirazione dall’Hatha. Questa variante nasce al termine degli anni Novanta, grazie all’intuizione dell’americano John Friend. Costui, nato in Ohio, nel 1959, dopo svariati anni di pratica e d’insegnamento, decise di fondare uno stile proprio: l’Anusara Yoga. 

La parola Anusara, di origine sanscrita, significa “fluire con grazia, seguire la beatitudine, seguire il cuore, aprirsi alla grazia”. L’Anusara ha la finalità di coordinare i principi biomeccanici, che hanno il compito di regolare l’allineamento del corpo con il proprio lato spirituale. 

Ai praticanti è insegnato anche l’equilibro e l’interconnessione che esiste tra tutti gli esseri.

La disciplina si basa sulle tre A dell’Anusara:

  • l’attitudine, che si riferisce all’approccio che si ha nei confronti della vita;
  • gli allineamenti, che si riferiscono alle precise posizioni assunte dal corpo durante la pratica;
  • l’azione, che si propone di portare lo yoga in ogni ambito della vita quotidiana.
lezione Yoga

Iyengar Yoga

Iyengar yoga è uno stile creato e sviluppato nel 20° secolo da B.K.S Iyengar.  Nato nel 1918, Iyengar studiò con il maestro T.S. Krishnamacharya in India, iniziando a praticare yoga a causa di numerosi problemi di salute. E grazie a questa disciplina riuscì a guarire completamente e ad acquistare una notevole forma fisica. 

Iniziò ad insegnare yoga e, nel 1974, fondò il Ramamani Iyengar Memorial Yoga Institute. Da allora, ha istruito personalmente migliaia di allievi provenienti da tutte le parti del mondo. Ha continuato ad insegnare fino alla sua morte, il 20 agosto del 2014. 

L’Iyengar yoga è caratterizzato da un’estrema precisione nell’esecuzione dei movimenti e dall’uso di strumenti che aiutano nella pratica. Cosa che favorisce anche quegli studenti che, per inesperienza, per problemi di salute o per età, potrebbero trovarsi in difficoltà.

L’obiettivo di questa pratica è unire corpo, mente e spirito e lenire lo stress della vita quotidiana. Si concentra sul perfetto allineamento del corpo nelle singole posizioni, nelle loro sequenze e nel pranayama (controllo della respirazione).

Ashtanga Vinyasa Yoga

L’ Ashtanga Vinyasa yoga, anche noto semplicemente come Ashtanga yoga, è una delle diverse pratiche moderne che derivano dall’Hatha yoga. Il termine Ashtanga significa letteralmente “8 livelli“, in riferimento ai livelli descritti nello Yogasutra da Patanjali. L’Ashtanga è stato veicolato e strutturato dai grandi insegnamenti di Krishnamacharya e di Sri K. Pattabhi Jois e dall’antico testo intitolato Yoga Korunta. 

Il Vinyasa è un metodo dinamico, in cui il respiro viene sincronizzato con il movimento, in una serie progressiva di posture (asana). 

La sequenza di apertura dell’Ashtanga prevede una serie di 8 o 10 saluti al sole, seguita da asana in piedi e da una delle sei sequenze principali di posture, chiamate serie primaria, serie secondaria e serie avanzata. Di quest’ultima ne esistono quattro varianti, per un totale di sei sequenze predeterminate, una differente per ogni giorno della settimana. Infatti, l’Ashtanga incoraggia la pratica quotidiana, anche individuale, prevedendo però un giorno di riposo.

Yoga delle risate

Lo yoga della risata

Lo yoga della risata è una pratica che nasce in India,  nel 1995. Grazie all’intuizione del Dottor Madan Kataria, un medico che, a seguito degli studi sui benefici della risata, si rese conto di poterla svincolare dall’umorismo e dalle barzellette. 

Lo yoga della risata va praticato in gruppo e la risata viene stimolata a livello fisico, attraverso dei veri e propri esercizi. Si basa sul dato scientifico che il corpo non avverte la differenza tra una risata reale e una indotta (se fatta volontariamente). Quindi, si producono gli stessi benefici sia a livello fisiologico che psicologico. Agli esercizi fisici per innescare la risata, si alternano anche esercizi di respirazione, derivanti dallo yoga. Inoltre, a livello fisiologico, la risata non è altro che un’espirazione profonda, che permette di ripulire i polmoni, eliminando anidride carbonica stantia e permettendo un’ossigenazione profonda di corpo e cervello. Lo yoga della risata porta quindi più vitalità, salute e lucidità mentale.

Se si pratica la risata per almeno 10/15 minuti in maniera continuata, nel corpo viene attivata una produzione biochimica molto intensa, chiamata joy cocktail. Il nostro corpo produce endorfine, i nostri antidolorifici naturali che generano uno stato di gioia ed euforia, serotonine, antidepressivi naturali, e abbassa il cortisolo, l’ormone dello stress, con un conseguente aumento delle difese immunitarie. 

Indra Devi, tra aristocrazia, danza e Hollywood

Indra Devi fu una delle figure femminili più famose, affascinanti e amate dal movimento yoga contemporaneo. 

All’anagrafe Eugenia Peterson, era la figlia di un banchiere svizzero e dell’artistoratica Sasha Zitovich. La madre sedicenne, troppo impegnata nella sua carriera di attrice teatrale, l’affidò ai nonni a Mosca. Ma, quando dopo la Rivoluzione d’Ottobre, cominciò la guerra civile, Eugenie e sua madre scapparono in Europa. Nel 1921, si stabilirono a Berlino, dove Eugenie, che aveva già studiato arte drammatica a Mosca, divenne attrice e ballerina. 

Tutto cambiò quando, a quindici anni, la ragazza lesse un libro del poeta indiano Rabindranath Tagore. Nel 1927, partì per l’India, dove visse per dodici anni, prima come turista, poi come moglie del diplomatico cecoslovacco Jan Strakaty, e infine come yogini. Decise allora di cambiare nome in Indra Devi.

Il maestro indiano Krishnamacharya inizialmente si rifiutò d’insegnare la sua pratica ad a una donna, per giunta occidentale. Solamente grazie alla determinazione, a all’intervento del Maragià, Indra riuscì a convincere Krishnamacharya a darle lezioni. Alla fine, Krishnamacharya le insegnò anche varie tecniche di respirazione, che allora erano accessibili solo a pochi, chiedendole di annotarle per iscritto. Fu quando Indra si trasferì in Cina, che cominciò ad insegnare yoga. 

ragazze che fanno yoga

La missione di Indra

Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, Idra tornò in India per perfezionare la sua tecnica. Qui divenne la prima occidentale ad insegnare yoga ed a scriverne un libro. 

A causa del lavoro del marito, Indra si trasferì ad Hollywood, dove si rivolse a diverse celebrità del cinema per diffondere lo yoga. Indra, infatti, era consapevole che “la maggior parte delle persone adorava copiare ciò che facevano i loro idoli”. Fu così che sviluppò gradualmente uno stile di yoga adatto alle esigenze di un pubblico occidentale, insegnando a Gloria Swanson, Greta Garbo, Jennifer Jones e ad una giovanissima Marilyn Monroe.

Nel 1966, Indra Devi incontrò il guru Satya Sai Baba e ne rimase così affascitata che decise di incorporare i suoi insegnamenti nella pratica di Krishnamacharya. Creò quindi una nuova forma di yoga che chiamò Sai Yoga.

Indra passò la sua vita girando il mondo, con lo scopo didiffondere la disciplina yoga in ogni latitudine.

Marilyn Monroe
Marilyn Monroe

La giornata internazionale dello yoga

Istituita dall’ONU nel 2014, la Giornata Internazionale dello Yoga, si celebra il 21 giugno, in concomitanza al solstizio d’estate. In oltre 170 paesi del mondo, si tengono lezioni speciali e appuntamenti completamente gratuiti dedicati allo Yoga Day.

Ogni anno un nuovo buon proposito: Semina. Cresci. Fiorisci. Matura. è lo slogan che l’Unione Induista Italiana ha scelto per l’edizione del 2021, in cui verranno piantati 200 nuovi alberi e donate 1.500 piantine su tutto il territorio nazionale.

Per saperne di più:

Immagini: foto di repertorio

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