Napoli, KGL Teater, Gamle Scene, 2018-19 © Henrik Stenberg

En travesti, i travestimenti sulla scena

Il travestimento sul palcoscenico ha una lunga ed affascinante storia, che affonda le sue radici nel teatro greco. I ruoli en travesti nascevano infatti per porre rimedio all’assenza delle donne in scena.

Travestimento ed en travesti nel teatro hanno una lunga ed affascinante storia, che affonda le sue radici nell’antica Grecia. Il teatro greco nacque dal culto di Dioniso, il dio dell’estasi, i cui riti venivano compiuti principalmente dalle donne, le baccanti. Ma quando questi riti si sono evoluti nel teatro, le donne sono state bandite dal palcoscenico e le loro parti assegnate agli uomini. Infatti, i greci credevano che consentire alle donne di esibirsi in pubblico fosse molto sconveniente. 

Quindi, i ruoli en travesti nascevano per porre rimedio all’assenza delle donne sulla scena.

Sarah Bernhardt en travesti
Sarah Bernhardt en travesti

Recitare en travesti

Recitare en travesti è un tradizionale banco di prova di attori e attrici di tutti i tempi – dal teatro greco alla commedia dell’arte, dall’onnagata giapponese al music hall – proprio perché mette in gioco, sempre, elementi profondi ed inconsci della personalità. Basti pensare a Sarah Bernhardt, una delle personalità più rivoluzionarie della storia del teatro e non solo. 

D’altra parte, fuori dalla scena teatrale, il travestimento è una ricorrente pratica femminile del passato. Dettata dal desiderio di avventura, dall’esigenza di muoversi liberamente negli spazi maschili, di svolgere lavori riservati agli uomini. Di esternare il conflitto con la propria identità sessuale o di vivere relazioni omosessuali. Per esempio, le operaie francesi si travestivano per percepire paghe maschili e le prostitute per sedurre. Nella mitologia, la dea della sapienza, delle arti e della guerra, Atena, spesso appariva in sembianze maschili: armata, con elmo e scudo aveva l’aspetto di un guerriero, come riportato nell’Odissea.

Poul Erik Hesselkilde
Poul-Erik Hesselkilde (Pascarillo) in Napoli, Royal Danish Ballet, 2009-2010 © Costin Radu

Dai ruoli en travesti al professionismo del donne

In Francia, il 15 aprile del 1681, al Théâtre du Palais Royal andava in scena Le Triomphe de l’amour, opéra-ballet di Jean-Baptiste Lully (nato come Giovanni Battista Lulli), con le coreografie di Pierre Beauchamp e Louis Pécour.

Il balletto usciva dalle corti e diventava una rappresentazione pubblica, dando la possibilità alle danzatrici dell’Académie Royale de Danse di esibirsi per la prima volta su un palcoscenico ed essere retribuite come professioniste. Danzando proprio quei ruoli che, fino ad allora, erano stati interpretati da danzatori en travesti.

I costumi si accorciano di qualche centimetro e si fanno più leggeri. Mademoiselle de Lafontaine, come prima ballerina professionista, sale sulle scene da sola, danzando un’intera entrée e aprendo la strada a numerose altre danzatrici.

François Chaignaud in Romances inciertos, un autre Orlando, Teatro Municipal do Porto, Portogallo, 2018 © Jose Caldeira

Uomini e donne en travesti

Nell’epoca del teatro rinascimentale inglese, alle donne era vietato esibirsi sulle scene. Quindi erano i giovani ragazzi che dovevano interpretare le parti femminili negli spettacoli, pur avendo contro una schiera di puritani, che tiravano in ballo la Bibbia dicendo che il travestitismo fosse abominevole. Così, quando i puritani giunsero al potere, tutti i teatri vennero chiusi. E solo con la restaurazione della monarchia nel 1660, i teatri vennero man mano riaperti e le figure femminili incarnate da vere donne.

Nel Romanticismo la situazione si ribaltò: il termine en travesti veniva usato per indicare una donna vestita da uomo. In questo periodo, infatti, la carenza di danzatori uomini vedeva le donne interpretare ruoli maschili. Ma il danzatore en travesti rimaneva una scelta quasi obbligata nelle coreografie in cui erano presenti ruoli comici o grotteschi.

La presenza delle danzatrici en travesti era principalmente dovuta alla presenza dei ricchi abbonati. Questi signori andavano in teatro non tanto per l’arte, quanto per ammirare le rotondità delle danzatrici. Infatti, gli abiti maschili dell’epoca lasciavano intravedere di più il corpo, soprattutto le gambe, rispetto a quelli femminili. Per cui le danzatrici si trovavano a ricoprire anche i ruoli maschili.

Con il passare del tempo gli uomini assunsero un ruolo sempre meno rilevante nel teatro, per poi addirittura scomparire del tutto lasciando il posto alle donne en travesti.

travestimento
Manuel Paruccini nel ruolo della matrigna di Cenerentola, cor. Luciano Cannito, Teatro Arcimboldi, 2019

Eugénie Fiocre, una ballerina en travesti

Eugénie Fiocre era la ballerina principale dell’Opéra di Parigi. Conosciuta per bellezza, grazia e talento, ha spesso interpretato ruoli maschili en travesti. Il suo ruolo en travesti più famoso è stato quello di Frantz in Coppelia. Questo balletto, che ha debuttato il 25 maggio 1870 all’Opéra di Parigi, era stato coreografato da Arthur Saint-Léon, con musica di Léo Delibes, su libretto di Charles Nuitter e dello stesso Saint-Léon. 

La trovata del personaggio en travesti era una parodia delle allora emergenti voghe dell’emancipazione, che eleggevano Parigi come capitale dell’arte e delle avanguardie. Nel balletto si perdeva così il culto della poetica femminile esaltato nell’era romantica. 

Ben presto Eugénie Fiocre divenne la musa ispiratrice di molti artisti. Fu la protagonista de La Source, coreografia creare per lei da Arthur Saint-Léon e sempre composta da Léo Delibes. Di questo spettacolo, Edgar Degas ne dipinse una scena, che ritrae proprio Eugénie Fiocre. Il dipinto si trova al Brooklyn Museum di New York. E ancora, Jean-Baptiste Carpeaux ha scolpito un suo busto che risiede nel Musee D’Orsay a Parigi.

Eugénie Fiocre non era l’unica donna ad esibirsi en travesti, ma di certo la più importante. 

Fiocre
Eugénie Fiocre © Bibliothéque Nationale de France

Madame Simone ne La fille mal gardeé

Un ruolo interpretato en travesti sin dalla prima rappresentazione è quello di Madame Simone ne La fille mal gardée del coreografo Jean Dauberval.

Rappresentato per la prima volta al Grand Théâtre di Bordeaux nel 1789, con il titolo Le ballet de la Paille, il balletto inaugurò la corrente preromantica, eliminando miti ed allegorie classiche e trascurando l’enfasi epica. La realtà quotidiana fu messa in scena con un’allegra commedia fatta di schermaglie amorose e ripicche.
Solo nel 1791, al Pantheon Theatre di Londra, lo spettacolo fu presentato con il titolo attuale.

La storia, semplice e tipica del tempo, ha per cornice la campagna: Lise è innamorata del contadino Colas, nonostante la madre di lei, la vedova Madame Simone, vorrebbe maritarla allo stupido Alan. Che è il figlio di Thomas, un ricco proprietario terriero. 

A nulla varrà la sorveglianza della madre, Lise riuscirà a convincerla a dare il suo consenso alle nozze con Colas.

en travesti
La fille mal gardée, Birmingham Royal Ballet, 2018

Graduation Ball e il ruolo della direttrice

Graduation Ball del coreografo David Lichine, è un balletto in un atto, su musiche di Johann Strauss, costumi e scene di Aleksandr Benois. Fu rappresentato per la prima volta a Sydney, al Theatre Royal, il 28 febbraio 1940, dalla compagnia Original Ballet Russe.

Il balletto, composto da una serie di divertissement è ambientato nel 1840, in un collegio femminile viennese. Dove la direttrice, comico ruolo en travesti, decide di far misurare nel ballo le educande con i cadetti dell’accademia militare della città. Ne scaturiranno innocenti flirt, danze esuberanti e tante risate.

graduation ball
Graduation Ball, Metropolitan Ballet Academy & Company, 2013 © E.A. Kennedy III

Anche ne La bella addormentata e ne La Silfide è l’aspetto grottesco di alcuni personaggi a richiedere interpreti en travesti. Sono danzatori uomini la strega Carabosse ne La Bella Addormentata e la strega Magda in La Silfide.

en travesti
Massimo Murru ne La bella addormentata, Teatro alla Scala, 2015 © Brescia e Amisano

Trockadero vs Chicos Mambo

Due sono oggi le più famose compagnie di danza interamente composte da uomini en travesti.

La compagnia Les Ballets Trockadero de Monte Carloomaggia il balletto classico e moderno, con le sue parodie. I Trockadero, o Trocks, mettono in scena grandi classici del balletto come Il Lago dei cigni, con rigore filologico, ma tanta ironia. 

Al contrario i catalani Chicos Mambo propongono delle rivisitazioni del repertorio classico e contemporaneo, ma anche nuove creazioni personali dense di humor. Come lo spettacolo Tutu che, in venti quadri, porta in scena le icone del balletto, della danza contemporanea, dei balli di sala, del circo e dello sport. 

Trockadero en travesti
Trockadero al Teatro de la Ciudad Esperanza Iris © Maritza Ríos
Chicos Mambo
I Chicos Mambo nello spettacolo Tutu

Per saperne di più:

In copertina: Napoli, Royal Danish Ballet, Gamle Scene, 2018-19 © Henrik Stenberg

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