I Ballets Russes, quando Diaghilev cambiò la danza

locandine Ballets Russes
I Ballets Russes hanno influenzato non solo la danza e il teatro, ma anche la moda, l’arte e la musica. La compagnia di danza concepita e diretta da Sergej Diaghilev rivoluzionò la cultura artistica del primo Novecento.

Il 18 maggio 1909 al Théâtre du Châtelet di Parigi debuttano i Ballets Russes. 

Concepiti come la sintesi tra danza, musica, pittura e avanguardie artistiche, nascono in un clima di fermento e innovazione della cultura russa, che stava entrando in contatto con le correnti avanguardiste e rivoluzionarie occidentali. Musicisti, coreografi, scenografi  e costumisti lavorano insieme per creare uno spettacolo a 360 gradi.

Sergej Diaghilev e la nascita dei Ballets Russes

Conosciuto come l’impresario dei Ballets Russes, Sergej Diaghilev (nome originale Sergej Pavlocič Djagilev) nasceva il 19 marzo 1872 a Selišči,  nel governatorato di Novgorod, città appartenente all’impero russo. Rimasto orfano di madre in tenera età, crebbe con la sua matrigna Elena, che veniva da una famiglia di artisti: il padre gestiva un teatro a San Pietroburgo e la sorella era una cantante. 

Trasferitosi a San Pietroburgo per studiare giurisprudenza, il giovane Diaghilev capì ben presto che quella non era la sua strada. Quindi, dedicò il suo tempo a studiare pittura, canto e musica. Inoltre, si unì al circolo culturale Pickwickiani di Nevsky. Qui conobbe vari esponenti del movimento artistico russo tra cui Aleksandr Benois, Nikolaj Roerich e Léon Bakst.  Nel 1899, Diaghilev fondò la rivista Il mondo dell’arte (Mir Iskusstva), che attaccava l’accademismo rigido e che diede ai russi la consapevolezza della loro antica cultura e delle nuove tendenze artistiche occidentali. 

Dunque, desideroso di mostrare differenti aspetti dell’arte russa, nel 1906, Diaghilev iniziò un programma di esportazione della cultura russa,per far conoscere all’occidente l’arte del suo paese. 

Ritratto dell'impresario Ballets Russes
Sergej Diaghilev ritratto da Léon Bakst (1906)

Inizialmente si concentrò sulla pittura, creando una mostra sul ritratto russo e portandola a Parigi, Berlino e Venezia. 

Poi, nel 1908, rivolse la sua attenzione al teatro, mettendo in scena il Boris Godunov di Mussorgskij, nella versione di Rimsky-Korsakov, a Parigi. La reazione del pubblico fu così entusiasmante che Diaghilev decise di creare un’intera stagione parigina di concerti, opere e balletti. Lo Zar si rifiutò di sovvenzionare l’impresa, così Diaghilev fu costretto a ridimensionare i suoi progetti e concentrarsi esclusivamente sul balletto. Così nacquero i Ballets Russes.

Il successo dei Balletti Russi

Nei primi anni il successo dei Balletti Russi fu incredibile, ogni nuova stagione superava la precedente. 

Diaghilev incuriosì gli spettatori con Petrushka, L’uccello di fuoco, Shéhérazade e le loro ambientazioni tratte dal folklore russo. 

La formula di tali coreografie era data da un uso equilibrato e sapiente di elementi esotici con quelli più tradizionali e romantici. 

Le stagioni successive Diaghilev stupì il suo pubblico con innovazioni ancora più estreme.  

Nel 1913 la messa in scena de La sagra della primavera di Igor Stravinsky con coreografia di Vaslav Nijinsky fu un punto di svolta per la compagnia. Le innovazioni dal punto di vista coreografico, musicale e per l’argomento stesso, crearono un enorme scandalo. Durante la prova generale del balletto esplose una rissa tra i sostenitori dell’arte modernista e i fautori di quella tradizionale. 

Con Parade vi fu una sorta di dichiarazione d’intenti di Diaghilev. Il balletto inizialmente non riscosse grande successo, ma dimostrò l’intenzione della compagnia: sperimentare era più importante dell’avere successo. 

Scenografia Ballets Russes
Cleopatra scenografia di Bakst

I coreografi principali dei Ballets Russes

Sergej Diaghilev non era un coreografo, ma ebbe la capacità di circondarsi di grandi artisti. 

  • Michel Fokine fu il primo coreografo della compagnia dei Ballets Russes. Diplomatosi alla scuola di Balletto Imperiale di San Pietroburgo, la sua visione della danza si sposò subito con le idee di Diaghilev. Le principali coreografie che creò sono: Shéhérazade, L’uccello di fuoco, Petrushka e Le spectre de la rose. 

 

  • Vaslav Nijinsky, ballerino ucraino, fu scritturato da Diaghilev e riscosse un enorme successo al fianco di Anna Pavlova. Successivamente fu promosso a coreografo della compagnia e creò L’après-midi d’un faune e Jeux con musiche di Debussy e La sagra della primavera con musiche di Stravinsky.

 

  • Boris Romanov, in una breve parentesi temporale, compose due balletti per Diaghilev: La tragédie de Salomé del 1913, ispirata dal dramma di Oscar Wilde e all’opera lirica di Richard Strauss e Le Rossignol del 1914 con musiche di Stravinsky, scene e costumi di Benois, che ispirerà Le chat du rossignol balletto molto più fortunato di Massine con scene e costumi di Matisse.

 

  • Léonide Massine, il cui nome originale, prima della translitterazione francese, era Leonid Mjasin, fu altro coreografo che portò avanti le sorti dei Ballets Russes. Dapprima interprete principale di Fokine, fu lui che aprì le porte della compagnia all’avanguardia, favorendo balletti arditi come Parade, l’esaltazione del marionettismo con La bottega fantastica, la rivalutazione della Commedia dell’Arte con Pulcinella, l’innovativo Ode che portò in scena maschere, vestiti di cellophane, cinema e danza libera. 

 

  • Bronislava Nijinska, sorella del prodigioso Vaslav, fu una coreografa alquanto importante nella compagnia con lavori come Les Noces con musica di Igor Stravinsky e Le train bleu con libretto di Jean Cocteau, musica di Milhaud, costumi di Coco Chanel e siparietto da un dipinto di Pablo Picasso. Di Nijinska sarà anche la prima rappresentazione del Bolero, su musica di Maurice Ravel, con scene e costumi di Alexandre Benois, creato per i Balletti di Ida Rubistein, nel 1928.

 

  • George Balanchine nel 1924 si esibiva a Londra con la compagnia Giovane Balletto. Sergej Diaghilev chiese al gruppo di unirsi ai Ballets Russes e promosse Balanchine a coreografo. Per i Ballets Russes egli creò balletti ancora oggi in repertorio come La chatte, Apollon musagète e Il figliol prodigo. 

Le 3 danzatrici di spicco dei Ballets Russes

La compagnia dei Ballets Russes, non si esibì mai in Russia, ma era composta dai migliori ballerini provenienti dai due teatri russi più importanti: il moscovita Bolshoi e il pietroburghese Mariinsky.

Tra le danzatrici più famose della storia ci fu Anna Pavlova, che studiò alla Scuola Imperiale di Danza di San Pietroburgo e poi entrò nel corpo di ballo del Teatro Mariinsky. Tra il 1909 e nel 1911 la danzatrice si esibì con i Ballets Russes.

Rivale della Pavlova, fu l’altrettanto famosa Tamara Karsavina. Su di lei Fokine plasmò i ruoli da protagonista in L’uccello di fuoco, Petrushka e Le spectre de la rose. 

Alquanto importante, Ida Rubinstein che venne scritturata da Diaghilev nel 1909. Fokine la volle come protagonista in Shéhérazade anche se non era una ballerina di formazione, ma un’attrice avviata da lui alla danza.

I 3 danzatori più famosi della Compagnia

Vaslav Nijinsky fu il protagonista scelto da Fokine per Le Spectre de la rose e Petrushka. Successivamente divenne anche coreografo per i Balletti Russi.

Tra i personaggi che ebbero un ruolo importante nell’ascesa e nel successo dei Ballets Russes troviamo anche Anton Dolin  che entrò nella compagnia già a 17 anni ne diventò primo ballerino a 20. 

Serge Lifar rubò a tutti gli altri le attenzioni artistiche e sentimentali di Diaghilev. Nonostante la sua scarsa tecnica, l’impresario fu così sedotto dalla sua bellezza che lo affidò alle cure del maestro Enrico Cecchetti. Nijinska, Massine e Banchine lo scelsero come protagonista dei loro lavori.

Altre figure di rilievo per la compagnia di Diaghilev

Il maître de ballet della Compagnia fu Enrico Cecchetti. Avendo già preparato privatamente la Pavlova, Nijinsky e la Kasarvina, fu scritturato da Diaghilev nel 1910 e seguì la compagnia come maestro e come mimo. La sua capacità fu quella di organizzare una tecnica che permettesse ai ballerini di affrontare qualsiasi ruolo pur non d’impostazione classica.

Come figura di rilievo è impossibile non menzionare Ninette de Valois. Anche se si unì ai Balletti Russi di Diaghilev, non fu mai prima ballerina e in realtà non era questa la strada che voleva intraprendere. Era il 1926 quando, a soli 28 anni, si ritirò dalla sua carriera di danzatrice per intraprendere un percorso di promozione e diffusione della cultura della danza e del teatro. Nel 1928 fu chiamata a dirigere il Sadler’s Wells Ballet, che divenne tanto grande e importante da dividersi in Birmingham Royal Ballet e Royal Ballet. Fu dopo questa esperienza che fondò la Royal Ballet School. Inoltre, creò la prima scuola di danza annessa alla Turkish State Opera a Istanbul nei primi anni Cinquanta.

Altra figura indimenticabile è stata Marie Rambert che influenzò in maniera significativa il balletto inglese. Avendo studiato Euritmica con Dalcroze fu assistente di scena di Nijinsky, per aiutare i ballerini a comprendere la ritmica de La sagra della primavera del 1913. Nel 1926 creò quella che oggi è il Ballet Rambert, la più antica compagnia della Gran Bretagna.

Picasso per i Ballets Russes
Pablo Picasso mentre dipinge il sipario di Parade

La moda e i Ballets Russes

Sergej Diaghilev fu un direttore artistico che sapeva convogliare le più grandi personalità della musica, del balletto, dell’arte e della moda per creare i suoi spettacoli.

Léon Bakst, artista rivoluzionario, fece innamorare i francesi della cultura russa. Con le sue scenografie e i suoi costumi impose la moda à la russe a Parigi. Salì alla ribalta con gli splendidi sfondi da fiaba creati per i Ballets Russes: Cleopatra, Shéhérazade, Le Carnaval e Narciso. Secondo Bakst, anche i dettagli più piccoli dei costumi, come il colore e la forma servivano a enfatizzare la plasticità e la flessuosità dei ballerini.

A Coco Chanel venne proposto di occuparsi dei costumi per Le Train Bleu. I protagonisti del balletto erano una campionessa di tennis, un nuotatore, un giocatore di golf e una ragazza in costume da bagno. La coreografia prevedeva passi di danza mescolati ad acrobazie ed esercizi di ginnastica. Chanel capì che i ballerini avevano bisogno di una serie di abiti, anticonvenzionali ma comodi e adatti al movimento. Così creò tutine intere in jersey e completi con canottiere e pantaloncini corti, una versione all’avanguardia dei costumi da bagno del tempo. Essenziali, moderni e futuristici, i costumi ideati da Chanel colpirono Pablo Picasso, che li riprese nella sua opera Le bagnanti

Diversi furono gli artisti che lavorarono alla realizzazione dei costumi e delle scene per i Ballets Russes, tra questi anche Giacomo Balla, Pablo Picasso, Max Ernst, Joan Mirò, Henri Matisse, Fortunato Depero e Giorgio de Chirico.

La fine della compagnia

Quando Diaghilev morì a Venezia nell’agosto del 1929, la compagnia si sciolse e la proprietà fu reclamata dai creditori.

Il suo repertorio continuò a viaggiare per il mondo grazie ai suoi danzatori: George Balanchine e Ruth Page negli Stati Uniti, Ninette de Valois e Marie Rambert in Gran Bretagna, Serge Lifar a Parigi. 

Sorsero anche due gruppi che principalmente cercarono di riprendere la linea artistica tracciata da Diaghilev: Le Ballets dell’Opéra di Monte Carlo, diretti da René Blum e Le Ballet de l’Opéra Russe a Paris, fondato dal Colonnello Vassilij de Basil e dal principe Zeretelli, sotto la direzione artistica di Boris Romanov. Nel 1932 queste due compagnie si fusero nei Ballets Russes de Monte Carlo.

Sulla stessa ispirazione dei Ballets Russes nacquero anche i Ballets Suédois con il coreografo Jean Börlin; il Balletto Romantico Russo di Berlino di Boris Romanov; e i Balletti di Ida Rubistein.

Di una settantina di lavori creati dai Ballets Russes di Diaghilev, almeno un terzo sono ancora oggi presenti nel repertorio delle più grandi compagnie di danza del mondo. 

"Diaghilev aveva il genio di scoprire quello degli altri. Questo dono era in lui talmente infallibile che si poteva credere che egli forgiasse il talento degli artisti."

Serge Lifar, prefazione al Catalogo dell’Esposizione parigina del 1939

Per saperne di più:

In copertina: locandine degli spettacoli dei Ballets Russes 

Condividi:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su pinterest
Pinterest
Condividi su linkedin
LinkedIn

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Leggi anche

Post correlati

Ballerine di Charleston

Il charleston e i ruggenti anni Venti

È senza dubbio il ballo più brioso e scoppiettante dell’epoca moderna. Dalla personalità inconfondibile ed inimitabile, tanto da infrangere tutte le regole dei balli di sala europei.
Ginocchia unite, gambe lanciate in fuori e punte dei piedi rivolte all’interno: tutto questo è il charleston.

Disegno di danzatori

La Danza nel Quattrocento

Nel Quattrocento la danza entra a far parte dell’educazione dei cortigiani. Nascono così i maestri di ballo, che saranno i primi autori dei trattati di quella che divenne l’Arte del ballo.

locandine Ballets Russes

I Ballets Russes, quando Diaghilev cambiò la danza

I Ballets Russes hanno influenzato non solo la danza e il teatro, ma anche la moda, l’arte e la musica. La compagnia di danza concepita e diretta da Sergej Diaghilev rivoluzionò la cultura artistica del primo Novecento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *