Giselle ovvero Le Villi

Balletto Nazionale Lettone
Il balletto cardine dell’epoca romantica trionfa ancora sulle scene mondiali con i suoi due Atti: il primo terreno e il secondo ambientato nel regno del sovrannaturale.

Il drammaturgo Jules Henri-Vernoy de Saint-Georges e Jean Coralli, insieme al grande scrittore Théophile Gautier, ebbero l’idea per il libretto. Furono ispirati da un brano di De l’Allemagne di Heinrich Heine e dal poema Fantômes tratto da Les Orientales di Victor Hugo. In particolare un passaggio in prosa di Heine descriveva la vicenda delle Villi, già ispirata dalla Vila una fata fanciulla della mitologia slava. Le Villi sono gli spiriti irrequieti delle fanciulle morte prima delle nozze, le cui anime sono destinate di notte a vagare nei cimiteri. Da Fantômes di Hugo si riprende invece la storia della ragazza che ama ballare e muore dopo una danza sfrenata.

La trama di Giselle

La storia è ambientata nella Germania medioevale al tempo della vendemmia. Il guardiacaccia Hilarion è innamorato di Giselle, ma a rompere i suoi piani arriva un certo Loys. Quest’ultimo, che si fa passare per un contadino, è invece il nobile Albrecht destinato alle nozze reali con la principessa Bathilde.
La giovane Giselle è pura e felice. Le piace ballare senza sosta nonostante gli avvertimenti della madre, che le racconta la storia delle Villi: queste sono le fanciulle morte prima delle nozze, che la notte escono dalle tombe per far danzare fino allo stremo chiunque osi accostarle.
L’inganno del rivale in amore è presto svelato: Hilarion entra nella capanna dove Loys si cambia d’abito, scoprendo la spada con lo stemma reale a testimonianza del suo rango; poi, il caso vuole che proprio in quel villaggio facciano sosta il Principe di Curlandia e sua figlia Bathilde, la promessa sposa di Albrecht. Mentre viene loro allestito un banchetto con delle danze, Hilarion fa in modo che Bathilde noti Loys, che ovviamente lo annuncia come Albrecht suo promesso sposo. Il nobile viene così smascherato di fronte alla sua amata Giselle, che impazzisce e muore.

Il Secondo Atto è il famoso atto bianco che si svolge nel regno tetro e romantico del sovrannaturale.
Convocate dalla loro regina Myrtha, le Villi si riuniscono per accogliere la nuova arrivata. Pieno di rimorso giunge sulla tomba di Giselle il guardiacaccia, che gli spiriti fanno danzare fino alla morte. La seconda vittima è Albrecht: Giselle invoca invano Myrtha di essere clemente, ma ella le ordina di danzare insieme al giovane fino al suo ultimo respiro. L’amore è più forte della morte e tutte le volte che Albrecht cade, Giselle corre a sostenerlo. Così facendo si giunge sino all’alba e quando alle prime luci del mattino le Villi scompaiono, Albrecht rimane solo con il suo rimorso ma vivo.

La prima rappresentazione di Giselle

annuncio della prima rappresentazione
Annuncio della prima rappresentazione di Giselle

Sulla musica di Adolphe Adam la coreografia di Jean Coralli e Jules Perrot (coreografo anche di La Péri, La Esmeralda e Pas de Quatre) andò in scena per la prima volta al Théâtre de l’Opéra di Parigi (all’epoca Académie Royal de la Musique) il 28 giugno del 1841.
A Parigi il balletto fu rappresentato il primo anno per ben 27 volte, il secondo anno per 21 recite e fino al 1850 (per 9anni) fu sulle scene ininterrottamente.
Carlotta Grisi fu la prima Giselle insieme a Lucien Petipa nei panni di Loys-Albrecht. Il ruolo di Myrtha venne affidato alla prima ballerina francese Adèle Dumilâtre.

Jules Perrot che all’inizio pensava si dovesse occupare della coreografia fu invece surclassato da Jean Coralli, al quale l’Opéra affidò l’incarico di coreografo. Tuttavia Perrot grazie all’appoggio di Adam e Guatier ottenne la possibilità di curare i passi e tutte le scene in cui appariva la sua amante Carlotta Grisi. Coralli fu quindi solamente il responsabile delle scene d’insieme.
Nel balletto le scene di Pierre Luc-Charles Cicéri (stesso scenografo di La Sylphide) facevano letteralmente volare le ballerine con l’uso delle funi. I costumi erano di Paul Lormier, all’epoca molto apprezzato soprattutto per i costumi medioevali del Primo Atto.

Il 12 marzo 1842, nove mesi dopo la prima parigina, il balletto fu riproposto a Londra e, nonostante il teatro più piccolo e il taglio di alcune parti pantomimiche, ebbe molto successo e fu applaudito dalla monarchia britannica. Nella stagione 1843-44 la ballerina Fanny Elssler prese il posto di Carlotta Grisi. La critica sosteneva che mentre Fanny era energica e perfetta per il Primo Atto, l’altra era più eterea e adatta alle atmosfere del Secondo Atto.

Altre interpreti femminili che hanno modellato il ruolo di Giselle nella storia sono state Anna Pavlova, Tamara Karsavina, Agrippina Vaganova, Olga Spessivtseva, Galina Ulanova, Margot Fonteyn, Alicia Alonso, Carla Fracci e Alessandra Ferri, con coreografie di volta in volta riprese da Sir Peter Wright, Yuri Grigorovich, Yvette Chauviré, Nikolai Sergeyev e Patrice Bart.

disegni dei costumi
Disegni di Paul Lormier per i costumi di Giselle (da sinistra a destra: Albrecht, Giselle, Hilarion)

Altre versioni importanti di Giselle

  • Marius Petipa, fratello del primo interprete Lucien, interpretò il ruolo di Albrecht nel 1843 a Bordeaux, nel 1844 a Madrid e nel 1847 in qualità di Premier Danseur dei Teatri Imperiali di San Pietroburgo. Successivamente, nel 1884 come coreografo rinnovò il balletto secondo i dettami della scuola russa: tagliò le parti pantomimiche, aggiunse un pas de deux nel Primo Atto con musica di Ludwig Minkus ed ampliò il Secondo Atto. Nel 1903, al Teatro Imperiale Mariinsky lo stesso coreografo portò in scena Anna Pavlova, la quale fissò il nuovo standard tecnico ed artistico per il ruolo di Giselle. La versione coreografica di Petipa sopravvive ancora nel repertorio teatrale: è stata interamente trascritta in notazione Stepanov ed oggi fa parte della Collezione Sergeyev conservata nella Biblioteca di Harvard.
  • Sergei Diaghilev nel 1910 lo presentò con i suoi Ballets Russes al Théâtre National de l’Opéra, con interpreti come Tamara Karsavina e Vaslav Nijinski diretti da Michel Fokine.
  • Nel 1980 al Teatro dell’Opera di Roma salirono sulla scena Carla Fracci e Rudolf Nureyev. La coreografia di Leonid Lavrovsky fu allora ripresa da Guido Lauri.
  • Mats Ek, con la compagnia di ballo diretta dalla madre Birgit Cullberg, ne realizzò una versione rivoluzionaria nel luglio del 1982 a Stoccolma. Il coreografo svedese ambientò il Secondo Atto in un manicomio dove era rinchiusa Giselle diventata pazza.
  • Nel 2006 Giselle ha conquistato anche le scene dell’Opera di Riga con il Balletto Nazionale Lettone. La compagnia iniziò a svilupparsi nel 1918, ma divenne stabile nel 1922 con Nicolaj Sergeev, allora direttore del Balletto del Teatro Mariinsky di San Pietroburgo. Nel corso degli anni il Balletto di Riga è diventato una compagnia di altissimo livello artistico e tecnico. A Riga si sono formate molte celebrità della danza come Mikhail Baryshnikov, Alexandr Gogunov e Māris Liepa, che sono stati ambasciatori del balletto lettone in tutto il mondo.
danzatori del Balletto Nazionale Lettone
Elza Leimane (Giselle) e Sergei Neikshin (Prince Albert), Latvian National Ballet © Andris Tone
  • Nel 2016 il coreografo Akram Khan ha creato una sua versione per l’English National Ballet sostituendo la musica di Adam con una nuova partitura di Vincenzo Lamagna, che alterna musica registrata a esecuzioni dal vivo. Questa volta la storia è incentrata in una fabbrica dove un gruppo di lavoratori si ritrovano confinati, anche fuori dall’orario lavorativo. Il giovane Albrecht è un altolocato che seduce la povera Giselle, facendosi passare per un semplice lavoratore. Una volta smascherato, Giselle per giunta incinta morirà di dolore. Il Secondo Atto è ambientato nella fabbrica ormai abbandonata, dove abitano Giselle e le sue compagne morte in questo luogo. Le Villi si presentano come guerriere nordiche, armate di lance e pronte a vendicarsi delle ingiustizie subite.
  • Un remake del 2017 vede la creazione della coreografa sudafricana Dada Masilo elaborare danze tradizionali africane, con elementi di danza contemporanea e afrosamba. La sua Giselle si chiama Mbaly (Fiore) ed è una donna tradita. Insieme al guaritore Sangoma (Myrtha) ed alle Villi, che sono spiriti vendicatori degli antenati vestiti di rosso sangue (uomini e donne senza distinzione), Mbaly compirà il sacrificio iniziatico uccidendo Albrecht. Le musiche originali di Philip Miller richiamano alcuni temi del balletto originale. La scenografia di William Kentridge è disegnata in bianco e nero.
  • Nel 2019 Alexei Ratmansky ha ricostruito dalle notazioni Stepanov la versione di Giselle per il Bolshoi Ballet di Mosca con Olga Smirnova nei panni di Giselle. La coreografia, come d’uso all’epoca, sostituisce le grandi pose allungate con piccole batterie e passi veloci.
storici personaggi di Giselle
A sinistra Tamara Karsavina e Vaslav Nijinsky, a destra Carla Fracci in Giselle

Curiosità su Giselle

Il personaggio di Giselle richiede, nel Primo Atto, grande forza drammatica e una conoscenza approfondita della pantomima. Invece, nel Secondo Atto primeggiano le evoluzioni della tecnica. Per questo Giselle ancora oggi segna il banco di prova di molte prime ballerine.

Carlotta Grisi si era perfezionata proprio sotto la guida di Jules Perrot, di cui fu musa e amante. Ma allo stesso tempo, fu la grande ispiratrice di Théophile Gautier, che per lei scrisse oltre al libretto di Giselle quello di La Péri. Egli la invocò persino sul letto di morte, pur avendo sposato la sorella.

In alcune versioni del balletto, nel finale del Primo Atto, Giselle muore uccidendosi con la spada di Albrecht.
Secondo le notazioni Stepanov del 1899, nel finale del Secondo Atto, Albrecht stremato muore.
Spesso cambiano anche i nomi dei personaggi: Albrecht diventa Albert e Hilarion è Hans.

In copertina: Elza Leimane (Giselle) e Sergei Neikshin (Prince Albert), Latvian National Ballet © Andris Tone

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