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Maurice Béjart e Jorge Donn

Jorge Donn: il ballerino argentino nella memoria del XX secolo

La sua sensibilità artistica e la presenza magnetica lo hanno reso un punto di riferimento per generazioni di ballerini e appassionati di danza. Ispiratore di tanti lavori straordinari e uno dei danzatori più amati dal coreografo Maurice Béjart, Jorge Donn cercava nella danza qualcosa che gli apparteneva.

Il 28 febbraio in Argentina si celebra il Día del bailarín in onore alla sua nascita.

Proprio quel 28 febbraio del 1947, Jorge Raul Itovich nasceva, insieme a sua sorella gemella, in provincia di Buenos Aires, da due emigrati russi, Mauricio Itovich e Rosa Donn.

Già dall’età di 4 anni i due gemelli, Delia e Jorge, erano stati iniziati alla danza. Ma era Jorge che con la sua bellezza rubava tutti gli sguardi. Mostrando un talento innato per la danza, apparve in piccoli ruoli sul palcoscenico e in televisione. All’età di otto anni iniziò la sua formazione con Maria Fux presso l’Instituto Superiore d’Arte del Teatro Colón.

Jorge Donn
Jorge Donn in Golestan

La Carriera di Jorge Donn in Argentina

Nel 1963, ad appena 16 anni, si diplomò con una menzione speciale ed entrò a far parte del Corpo di ballo del Teatro Colón, assumendo il cognome di sua madre, Donn. 

Grazie alla sua versatilità e alla sua capacità di interpretare una vasta gamma di ruoli, Jorge divenne uno dei principali solisti della compagnia. Negli anni Sessanta, il Corpo di Ballo del Teatro Colón era rinomato per la sua eccellenza.

Teatro Colón a Buenos Aires, Argentina

L’incontro di Jorge Donn con Maurice Béjart

Nel luglio 963, il Ballet du XXe Siécle di Maurice Béjart era in tournée in Argentina. Jorge Donn andò a vedere “Le sacre du printemps” rimanendo folgorato: in quel momento capì che quello doveva esser il suo destino. Dopo lo spettacolo andò dietro le quinte del Teatro Colón per conoscere il coreografo e chiedere una lezione con la compagnia.

Fu così che, qualche tempo dopo, dall’Argentina s’imbarcò su un transatlantico con un biglietto di sola andata per l’Europa e una valigia piena di pacchetti di sigarette e un cambio di vestiti.

Una volta arrivato a Bruxelles riuscì a partecipare ad una classe della compagnia, dove per la prima volta fu notato dal grande coreografo Maurice Béjart. Ma la compagnia non era ancora pronta ad offrirgli un ingaggio.

L’occasione capitò quando uno dei ballerini stabili s’infortunò: il ballerino argentino riuscì così ad entrare nell’elenco degli scritturati bruciando in pochi anni le tappe della sua carriera. 

Un magnetismo fisico indescrivibile, la sua grazia e l’atletismo uniti al senso del dramma conquistarono Maurice Béjart.

Ballerino Jorge Donn
Jorge Donn con Maurice Béjart e Paolo Bortoluzzi © Francette Levieux

I ruoli più importanti della sua carriera

Jorge Donn ha arricchito il mondo della danza abbracciando una vasta gamma di stili e generi. La sua straordinaria versatilità gli ha permesso di brillare in una varietà di ruoli, dimostrando la sua maestria tecnica e la sua capacità di trasmettere emozioni attraverso il movimento.

Béjart coreografava i ruoli appositamente per lui: Jorge era il danzatore perfetto, colui che sembrava in grado di trasmettere nella realtà fisica le idee filosofiche che ispiravano il lavoro del coreografo.

Per circa 30 anni fu l’interprete preferito dei lavori di Béjart tra i quali: Roméo et Juliette, Nijinski Clown de Dieu, Le Chant du Compagnon errant, Golestan, Molière Imaginaire, Les triomphes, Notre Faust, Héliogabale, Bolero Adagietto.

Indubbiamente, Nijinsky Clown de Dieu e Bolero sono i ruoli che enfatizzarono di più il suo carisma e la sua avvincente e sensuale qualità del movimento. Proprio il Bolero venne cambiato per lui e su di lui. Fino a diventare la versione per soli uomini in cui il protagonista diventa una divinità, circondato da quaranta adoratori incantati, fino alla trance finale. 

I ruoli interpretati da Jorge Donn riflettevano la sua straordinaria diversità artistica e il suo costante desiderio di esplorare nuove forme di espressione attraverso la danza.

Nel 1976 fu invitato da George Balanchine a danzare al New York City Ballet. Mentre nello stesso periodo Béjart lo nominava co-direttore artistico del Ballet du XXe Siècle e nel 1979, étoile della Compagnia. 

balletto
Jorge Donn in Le Sacre du Printemps, 1978 © Leonid Zhdanov, Library Congress

Il capitolo televisivo e cinematografico di Jorge Donn

Nel 1972 la televisione belga realizzò un film su Jorge Donn dal titolo Le Danseur.

Ma la fama internazionale arrivò nel 1981 dove fu uno dei protagonisti del film di Claude Lelouch Les uns et les autres (uscito in Italia con il titolo di Bolero) interpretando sé stesso come ballerino. La coreografia del Bolero interpretata da Jorge aveva segnato così profondamente il regista che decise di riprenderla per la conclusione del suo film.

Numerose coreografie di Béjart vennero anche trasposte come veri e propri film, da Le sacre du printemps, Roméo et Juliette con Suzanne Farrell e L’Oiseau de feu. Tra i più famosi Bhakti, insieme a Paolo Bortoluzzi e Hitomi Asakawa. Qui Jorge interpretava il concetto di devozione (bhakti appunto) e comunicazione con il divino attraverso la danza. 

Dopo tanto successo, Jorge Donn fu invitato ad esibirsi nei teatri più importanti, dal Bolshoi di Mosca all’Opéra di Parigi, con partners come Ekaterina Maximova, Maya Plisetskaya, Natalia Makarova e Marcia Haydée.

Jorge Donn

Dopo il Ballet du XXe Siècle

Nel 1987, quando si sciolse il Ballet du XXe Siècle, Jorge Donn iniziò a dedicarsi all’insegnamento. Due anni dopo, nel 1989, formò una sua propria compagnia, L’Europa Ballet.

Fu premiato dalla Fondazione Konex, nel 1989, come uno dei cinque migliori ballerini della storia in Argentina. Elogiato e riconosciuti dall’élite europea del balletto del Ventesimo secolo.

Ammalatosi di Aids, morì a Losanna il 30 novembre 1992, a 45 anni.

Ancora oggi rimane una figura leggendaria nel mondo della danza, celebrato per il suo straordinario talento, la sua passione per l’arte e la sua eterna ricerca di espressione creativa. La sua vita e il suo lavoro continuano a essere d’ispirazione per tutti coloro che amano la danza e la bellezza.

Per saperne di più:

Ci sono esseri che trascendono i limiti del corpo umano e si trasformano in luce.

In copertina: Béjart e Jorge Donn durante le prove di Nijinsky Clown de Dios, 1972

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