Nel cuore del XIX secolo, mentre la danza classica dominava le scene europee con le sue forme codificate, François Delsarte emerse con una visione rivoluzionaria. Musicista, pedagogo e filosofo del movimento, Delsarte non apparteneva al mondo della danza, ma le sue teorie sull’espressione corporea gettarono le fondamenta per molte delle successive rivoluzioni coreutiche.

Una voce spezzata, un corpo ritrovato
François Alexandre Nicolas Chéri Delsarte (1811-1871) iniziò la sua carriera come cantante lirico. Studiò canto e recitazione al Conservatorio di Musica e Declamazione di Parigi, dove già in tenera età sembrava destinato ad una brillante carriera. Tuttavia, un evento drammatico ne cambiò il destino: proprio in Conservatorio, a causa dei metodi d’insegnamento che giudicava troppo artificiali e mortificanti, riportò gravi danni alle corde vocali. La perdita della voce lo portò a rivoluzionare l’arte dell’espressione corporea.
François Delsarte cominciò ad interrogarsi sul rapporto tra tecnica ed espressività, cercando una via più naturale, organica, autentica per esprimere le emozioni attraverso il corpo e la voce. Studiò anatomia, frequentò ospedali psichiatrici per osservare i movimenti dei malati, catalogò i gesti di decine di soggetti in base all’età, al ceto sociale e al tono di voce. Da questa mole imponente di osservazioni nacque l’Estetica Applicata, un sistema analitico rigoroso, che ambiva a definire le leggi dell’espressione umana.

La scienza del gesto
Il credo che riassume il pensiero di Delsarte è chiaro: “No movement without meaning” — nessun movimento senza significato. Ogni gesto deve avere una motivazione interiore, ogni azione corporea nasce da una spinta emotiva o spirituale.
Secondo una schema trinitario di derivazione neoplatonica, Delsarte divide il corpo in tre zone:
- Fisica (addome e arti inferiori): la sfera dell’azione;
- Emotiva (torace e braccia): il centro del sentimento;
- Intellettuale (testa e collo): la sede del pensiero.
A ogni funzione spirituale, corrisponde una funzione corporea: spirito e anima sono inscindibili. Questa è la base delle sue Leggi di corrispondenza, su cui si fonda tutta l’estetica delsartiana.
Inoltre, egli classifica i movimenti secondo:
- l’impulso motorio;
- la porzione di spazio guadagnata;
- il tempo impiegato.
Ma la sua distinzione più importante riguarda la tripartizione delle forme di movimento:
- Opposizione: due parti del corpo si muovono in direzioni contrarie, è il movimento più espressivo;
- Parallelismo: le parti si muovono nella stessa direzione, con minor forza espressiva;
- Successione: il movimento si propaga dal centro verso la periferia o viceversa, coinvolgendo progressivamente tutto il corpo.
Questa analisi del gesto getta le basi per una rivoluzione espressiva nella danza e nel teatro.

Estremamente credente e vicino al pensiero di Sant’Agostino, Delsarte era convinto che l’arte fosse un canale di connessione con il Divino e che rivelasse quanto nel corpo ci fosse la scintilla di Dio. L’insieme del Bello, del Bene e del Vero, presenti solo in Dio, si ritrovavano nell’arte.

Un’impronta nello sviluppo della danza moderna
François Delsarte non fu né un ballerino e né un coreografo ma le sue teorie ispirarono profondamente figure come Rudolf Laban e soprattutto Martha Graham, la quale fondò la propria tecnica proprio sull’alternanza tra contraction-release, tipica dei movimenti in opposizione.
Doris Humphrey, altra pioniera della modern dance, nel suo The Art of Making Dances espanse la visione di Delsarte, introducendo le nozioni di movimento simmetrico e asimmetrico. Simmetria, equilibrio, leggerezza e verticalità appartenenti alla danza accademica cedono il passo a tensioni, cadute, scatti e disequilibri. Il corpo non si eleva più verso l’alto salendo sulle punte, ma si confronta con il peso del corpo, con la forza di gravità e riprende il contatto con il terreno.

Una rivoluzione senza scritti
Nonostante la vastità del suo lavoro, François Delsarte non pubblicò nulla in vita. In Francia, il figlio Gustave tenne lezioni sul metodo del padre. Successivamente le sue idee furono tramandate solo grazie ai suoi allievi che acquisirono appunti e manoscritti del maestro. In America, l’attore e drammaturgo, James Steele Mackaye pubblicò alcuni manoscritti basati sulle idee del maestro e fondò una scuola a New York nel 1877. Da qui partì poi un metodo d’insegnamento per attori chiamato Delsarte System.
Negli anni ’80, l’attrice Genevieve Stebbins ideò una serie di esercizi destinati e armonizzare la figura delle giovani fanciulle e delle signore della buona società. La ginnastica delsartiana mirava a far ritrovare un equilibrio tra mente, corpo e spirito. Nel 1885 pubblicherà il manuale Delsarte System of Expression dove per la prima volta sarà messo in risalto il diaframma come sede dell’anima e centro del movimento. Idea che verrà ripresa e ampliata da Isadora Duncan, che s’ispirerà alla Stebbins anche per le sue tuniche in stile antica Grecia e il contatto dei piedi con il suolo.

Il coreografo americano Ted Shawn, co-fondatore insieme a Ruth St.Denis della compagnia Denishawn, raccolse gli insegnamenti del maestro nella celebre antologia Every Little Movement – A book about François Delsarte.

L’eredità di Delsarte
François Delsarte ha offerto alla danza una visione in cui il corpo non è più solo un contenitore, ma uno strumento di verità emotiva. La sua eredità vive in ogni gesto che nasce da un impulso autentico. È stato il profeta di un’arte del movimento che ancora oggi continua a risuonare nel corpo dei danzatori.
Per saperne di più:
- Ted Shawn, a cura di Elena Randi, Ogni più piccolo movimento. François Delsarte e la danza, Dino Audino Editore, 2018
- Elena Randi e Simona Brunetti, I movimenti dell’anima. François Delsarte fra teatro e danza, Edizioni di pagina, 2013
Senza i principi di Delsarte noi pionieri non avremmo potuto fare il nostro lavoro pionieristico, e senza il nostro lavoro pionieristico la modern dance americana non esisterebbe.
Ted Shawn
In copertina: François Delsarte, incisione da un ritratto di sua figlia Madeleine Delsarte, 1882












