veduta prospettica del Palais-Royal

Théâtre du Palais Royal, dove le ballerine conquistarono il palcoscenico

Nel cuore di Parigi si trova il Théâtre du Palais-Royal. Nato per volere del Cardinale Richelieu diventò presto proprietà dei re di Francia. Le sue scene vennero calcate da Molière e il suo palcoscenico fu il luogo in cui, per la prima volta, delle ballerine professioniste danzarono in un teatro.

16 maggio 1681 una data da ricordare per la danza. Per la prima volta sul palcoscenico del Théâtre du Palais Royal di Parigi delle ballerine professioniste si esibiscono davanti ad un pubblico. Il balletto è Le Triomphe de l’Amour di Jean-Baptiste Lully e le ballerine in scena sono 4: Mlles Maré, Pesant, Leclerc, La Fontaine.

Théâtre du Palais Royal

scena di Armide dipinta da Gabriel de Saint Aubin
Gabriel de Saint Aubin, scena di Armide di Lully (1761), Museum of Fine Arts, Boston

Le Triomphe de l’amour non è il primo spettacolo messo in scena al Théâtre du Palais Royal, il teatro esisteva già da 40 anni. Nel 1637 il Cardinale Richelieu decise di voler costruire un teatro all’interno del Palais-Cardinal il suo palazzo parigino. Incaricò del progetto l’architetto Jacques Lemercier, che concluse i lavori in meno di 3 anni. Il 14 gennaio 1641 il teatro è inaugurato con una rappresentazione della tragicommedia Mirame di Jean Desmarets. Il cardinale non riuscì a godere del teatro da lui voluto neanche 2 anni. Il 4 dicembre 1642 Richelieu, muore e la proprietà del palazzo passa al re Luigi XIII. Da quel momento il Palais-Cardinal divenne il Palais Royal e il teatro al suo interno venne soprannominato Théâtre du Palais Royal diventando uno dei teatri pubblici più famosi di Francia.

Nel 1660 il re Luigi XIV assegnò il teatro alla compagnia di Molière, che divise la scena con il compositore e ballerino Lully. Molte opere di Molière videro la luce sul palcoscenico del Théâtre du Palais Royal. Nello stesso anno in cui alla compagnia venne affidato il teatro, Molière presentò l’École des maris. Sul palco del Théâtre Molière fu anche attore. Durante la prima dell’Avaro, il 9 settembre 1668, recitò la parte di Harpagon. Il 17 febbraio 1673 Molière, mentre recita il ruolo principale del suo malato immaginario, ha un malore. Morirà poche ore dopo a causa della tubercolosi che da tempo lo affliggeva.

Subito dopo la morte di Molière, Lully costrinse la compagnia del celebre commediografo a lasciare il Théâtre du Palais Royal, inoltre lo convertì da teatro pubblico a teatro a pagamento, e vi installò la sede della sua Académie Royale de Musique, antico nome dell’Opéra di Parigi.

La fine del teatro?

facciata esterna attuale del Théâtre du Palais Royal
Il Théâtre du Palais Royal oggi

Dopo più di un secolo di musica e fasti il teatro si preparava a due grandi tragedie. Nel 1763 un incendio si abbattè sul Théâtre du Palais Royal distruggendolo. Il Théâtre venne ricostruito, su disegno dell’architetto Pierre-Louis Moreau Desproux, in un luogo di poco ad est del sito originario. Il teatro tornò ad essere la sede dell’Opéra parigina nel 1770, quando venne riaperto al pubblico. La riapertura durò poco: dopo solo 11 anni il teatro bruciò di nuovo e questa volta non venne ricostruito.

Nel 1780 Luigi Filippo II di Borbone-Orléans, passato alla storia come Citoyen Égalité, entrò in possesso dell’intero Palais Royal. Da subito si impegnò per un attento restauro dell’intero palazzo e decise di costruire due nuovi teatri, entrambi progettati dall’architetto Victor Louis. Il più grande dei due nuovi teatri venne completato il 15 maggio 1790, cambiò nome diverse volte fino al 1799 quando divenne noto con il nome Comédie-Française.

Il teatro più piccolo venne inaugurato il 23 ottobre 1784 ed inizialmente divenne un teatro delle marionette con 750 posti. Prima della rivoluzione francese venne rilevato da Madamoiselle Montansier, che si era occupata del teatro di Versailles, e divenne noto come il Théâtre Montansier. Sotto la sua direzione il teatro ebbe un enorme successo portando in scena opere italiane tradotte in francese. Per riuscire a soddisfare il grande afflusso di pubblico la Montansier decise di allargare il palcoscenico e l’auditorium, aumentando la capacità del teatro.

Dopo che Madamoiselle Montansier fu costretta a lasciare il teatro, il Théâtre du Palais divenne un caffè teatro. Nel 1831 venne riaperto ancora una volta solo come teatro, riacquisendo il nome di Théâtre du Palais-Royal, con cui è noto ancora oggi.

Le Triomphe de l'Amour

frontespizio del libretto di Le Triomphe de l'Amour
Frontespizio del libretto

Le Triomphe de l’Amour è un ballet de cour, cioè fa parte dei balletti organizzati nelle corti da re e nobili. Le musiche sono del compositore e ballerino Jean-Baptiste Lully, libretto di Philippe Quinault e coreografia di Pierre Beauchamps.

La sua prima rappresentazione risale al 21 gennaio 1681 allo Château de Saint-Germain-en-Laye. Presero parte a questa rappresentazione il delfino di Francia, la principessa di Baviera, i nobili della corte di Luigi XIV accompagnati dai danzatori dell’Académie Royale de Danse, fondata da Luigi XIV.

Lo spettacolo rispecchia il fasto barocco della corte di Re Sole. Venere chiama a raccolta Divinità, popoli differenti, Grazie, Driadi e Naiadi per festeggiare il figlio Amore, regolatore dei destini degli uomini e degli dei.

Quattro mesi dopo la prima, alla quale avevano partecipato il delfino e la sua sposa, accadde un fatto straordinario: Le Triomphe de l’Amour passò dalla corte al palcoscenico di un teatro. È il 16 maggio 1681 e al Théâtre du Palais Royal un cast di danzatori professionisti, tutti provenienti dall’Académie Royale de Musique et Danse, porta in scena il balletto. Tra questi ballerini ci sono quattro donne, ballerine professioniste e retribuite. Sul palcoscenico del Théâtre du Palais Royal per la prima volta una donna danza in un teatro pubblico, segnando la fine del en travesti e l’inizio dell’ascesa femminile nel balletto.

Ballet de cour

Fin dal medioevo la danza faceva parte dell’istruzione dei nobili, ma alla corte di Luigi XIV ballare era fondamentale. I nobili alla corte del Re Sole avevano un obbligo un po’ curioso: dovevano imparare dai 2 ai 4 balli ogni anno. D’altronde il giovane Luigi XIV deve il suo soprannome proprio alla danza. Durante un ballet de cour, Le Ballet Royal de la Nuit, il giovane sovrano ballò per 12 ore in 43 scene nell’arco di una notte. Fu un balletto straordinario, pieno di effetti speciali, con carri che si alzavano e cavalli alati. Re Luigi era il Sole, che vestito in splendidi abiti scacciava la notte, da qui nacque il soprannome “Re Sole”.

La passione per la danza di Luigi XIV lo portò a fondare l’Académie Royale de Danse nel 1661, che nel 1671 si fuse con l’Académie Royale de Musique (fondata nel 1669), assumendo fino al 1780 il nome di Académie Royale de Musique et Danse. Nel 1713 mutò nuovamente nome e divenne l’École Royale de l’Opéra. L’École istituzionalizzò l’insegnamento della danza finalizzandolo all’inserimento professionale degli allievi all’interno del teatro. Nel 1871 l’École prese il nome che conserva ancora oggi: Théâtre de l’Opéra.

Per re, regine e nobili prendere parte a balletti era un’abitudine da circa un secolo. Il primo ballet de cour si fa risalire al 1581 quando la regina madre, Caterina de’ Medici, commissionò all’italiano Baltazarini di Belgioioso un balletto in occasione delle nozze della cognata del figlio con il duca di Joyeuse. Il Ballet comique de la Reine, che aveva la durata di circa sei ore, richiese due mesi di prove, costi di allestimento altissimi ed ebbe qualche migliaio di spettatori. Tra gli interpreti spiccavano i nomi della regina Louise e la principessa di Lorena nelle vesti di due naiadi e dei vari membri della corte di Enrico III.

Dopo il 1681, quando sul palcoscenico del Théâtre du Palais Royal si esibirono solo professionisti, le rappresentazioni pubbliche divennero sempre più frequenti, mentre i ballet de cour iniziarono a scomparire. Anche i nobili iniziarono ad andare a teatro come semplici spettatori, seguendo l’esempio di Luigi XIV, che si recava spesso nei teatri pubblici.

Per saperne di più

In copertina: vista del Palais-Royal nel 1679. Il teatro era nell’ala est (sulla destra)

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