Josephine Baker

Josephine Baker, tra danza e controspionaggio

Josephine Baker ebbe una vita degna di un romanzo. Crebbe facendo le pulizie nelle case delle famiglie benestanti, ma diventò presto una ballerina, una cantante, una diva ed una spia. Più tardi si batterà anche contro il razzismo, sostenendo la lotta per i diritti civili di Martin Luther King.

Ernest Hemingway definì Josephine Baker “la donna più sensazionale che qualcuno abbia mai visto”. Artista all’avanguardia, Josephine fece la sua fortuna grazie ad una forte componente erotica ed esotica. Scandalizzò il suo pubblico danzando in abiti succinti, a volte quasi completamente nuda. Famosa è la volta in cui si presentò sul palcoscenico vestita con un cortissimo gonnellino, realizzato con sedici banane, creato per lei dal costumista austriaco Paul Seltenhammer. 

Josephine non fece parlare di sé soltanto per i suoi look, ma anche per i suoi animali da compagnia. Spesso si esibiva con Chiquita, un leopardo, al quale faceva indossare collari di diamanti e abiti coordinati con i suoi. Animale che però terrorizzava l’orchestra e faceva fremere il pubblico. Inoltre, Josephine aveva un maiale, un serpente, una capretta, un pappagallo, uno scimpanzé, pesci, cani e gatti.

Josephine fu ritenuta scandalosa anche per i suoi numerosi amori. Ebbe diversi mariti e amanti, tra cui George Simenon, la scrittrice Colette e la pittrice Frida Khalo. Dei circa 1500 uomini che chiesero la sua mano, uno si uccise ai suoi piedi, mentre altri si batterono in duello. 

Nel 1939 fu reclutata come agente del controspionaggio francese. Servendosi delle relazioni intrattenute grazie alla sua notorietà, Josephine capì i movimenti segreti delle truppe tedesche. 

Dopo la guerra si trasferì allo Château des Milandes e adottò 12 bambini di diverse nazionalità, la sua “tribù arcobaleno”. 

Sapendo cosa volesse dire essere discriminata, a causa del colore della propria pelle, Josephine s’impegnò nel movimento per i diritti civili dei neri americani. Partecipando nel 1963 alla marcia su Washington organizzata da Martin Luther King.

con il gonnellino di banane
Joséphine Baker in La revue des revues, 1927

L'infanzia di Josephine Baker

Freda Josephine McDonald nasce il 3 giugno 1906 a Saint Louis, in Missouri, da madre afroamericana e padre ispanico. La cui famiglia non accetta la relazione del figlio con una donna i cui nonni erano stati schiavi. Quindi, Josephine viene adottata dal nuovo compagno della madre, che l’amerà come una figlia. Ma le sue origini la costringono a trascorrere l’infanzia in un quartiere segregato. 

Quella di Josephine non è perciò un’infanzia felice. A soli otto anni, inizia a lavorare come domestica nelle case dei bianchi. A dodici anni smette di frequentare la scuola ed a tredici scappa di casa: si mantiene facendo la cameriera, ma le capita anche di vivere per strada e di dover cercare qualcosa da mangiare tra i rifiuti.

Oltre alla durezza del lavoro, Josephine è costretta a convivere con il razzismo imperante in America. Il suo quartiere, per esempio, viene colpito da continue violenze, che costringono gli abitanti a fuggire.

Nonostante le tante difficoltà, Josephine Baker inizia ad esibirsi in piccoli numeri, dove danza facendo smorfie e linguacce. Il suo stile è una specie di charleston, mai visto prima, liberatorio e scatenato. 

A soli 13 anni si sposa per la prima volta con un uomo violento. Due anni dopo si risposa con Willie Baker, del quale manterrà il cognome. Nello stesso anno viene assunta in una compagnia teatrale, la St. Louis Chorus Vaudeville Show. 

Il suo talento nel ballo e il carisma le permettono di esordire su un palcoscenico di Broadway a soli 16 anni, con lo spettacolo Shuffle Along, che andrà in scena per oltre due anni.

primo piano artista
Josephine Baker © Paul Nadar

Josephine Baker a Parigi

Quando Josephine Baker compie 25 anni arriva a Parigi con La Revue Nègre, un nuovo tipo di spettacolo, che mescola musica jazz e ballerine nere seminude. Proprio durante questa tournée, Josephine si presenta sul palcoscenico per ballare un charleston, con l’iconico gonnellino di banane, mandando in visibilio il pubblico. 

Così Josephine ottiene un successo inaspettato, che le consente di frequentare le migliori scuole di ballo. Soprannominata la Venere nera, Josephine trasforma il charleston, un ballo allora sconosciuto nel Vecchio Continente, in un vero e proprio fenomeno culturale. 

Dopo un tour europeo, Josephine Baker torna in Francia per ballare alle Folies Bergère, dove nella sua prima esibizione si presenta con un succinto abito nero, decorato con vere piume di pavone. 

Conosce Le Corbusier, che crea un balletto per lei; Pirandello vorrebbe dedicarle una commedia; balla davanti ai Reali d’Europa e recita anche al  cinema. Tra le sue interpretazioni più note ci sono Zouzou, Principessa Tam Tam e La Sirène des Tropiques.

In questi anni, Josephine s’innamora del conte Giuseppe Abatino, detto Pepito, un nobile siciliano. Lui sarà il suo agente e il suo amante fino alla sua morte, avvenuta mentre Josephine era in tournée a New York.

locandina film
Locandina del film La Sirène des Tropiques del 1927 con Josephine Baker © G. Rader

La questione razziale

Arrivata a Parigi, Josephine Baker si rende conto che, a differenza dell’America, la segregazione razziale non esiste. Ma il retaggio colonialista è presente negli spettacoli messi in scena, come ne La Revue Nègre, che oggi troveremmo inaccettabile, ma che allora mandò in visibilio il pubblico.

Quando, nel 1928, Josephine inizia un lungo tour in Europa, l’ideologia nazista stava già permeando in Austria. Per cui, arrivata a Vienna, l’artista ritrova quel razzismo che l’aveva convinta a lasciare l’America per la Francia. Viene accolta da urla spregevoli come “torna in Africa diavolo nero”. E per la città circolano volantini con scritto “possa essere punita come merita l’immorale”.

Al suo rientro a New York, nel 1937, per esibirsi da protagonista nelle Ziegfeld Follies, l’accoglienza è simile. Il Times scrisse di lei: “è una donna negra la cui danza e il cui canto potrebbero essere superati ovunque”.

Per questo, Josephine Baker ormai si sente più a casa in Francia, che nella sua terra natìa. Così, rientrata in Europa, Josephine sposa un industriale francese di origine ebrea, Jean Lion. Prendendo la cittadinanza del Paese che l’aveva accolta, senza badare al colore della sua pelle.

Foto di Josephine Baker
Josephine Baker © Studio Harcourt

Agente del controspionaggio

La Seconda Guerra Mondiale è alle porte e Josephine Baker rappresentata tutto quello che il nazismo vuole cancellare. È una donna nera, sposata con un ebreo, ricca, indipendente e bisessuale. Nel 1939, Jacques Abtey, numero uno del controspionaggio francese, recluta Josephine per aiutare la Resistenza Francese. Quando le viene proposto il delicato incarico risponde: “La Francia mi ha reso quello che sono. Le sarò grata per sempre. Il parigini mi hanno dato tutto… Sono pronta, capitano, a dare loro la mia vita”. 

Grazie alla sua fama Josephine Baker ha contatti con le famiglie più altolocate di tutta Europa. Inoltre, viene ricevuta in tutte le Ambasciate dei Paesi in cui si sposta per i suoi spettacoli, comprese quelle italiane e giapponesi. Qui, tra spettacoli e feste, ottiene tutte le informazioni di cui la Resistenza Francese ha bisogno. Inoltre, cantando ed esibendosi gratis per i soldati, finanza la Resistenza.

Nel giugno 1940, dopo l’invasione nazista, Josephine lascia Parigi e si trasferisce nel sud della Francia. Lì prende in affitto lo Château des Milandes, dove accoglie e nasconde gli oppositori del nuovo regime. Inoltre, insieme a Abtey, riesce a contrabbandare importanti documenti da far arrivare a Charles De Gaulle, rifugiato a Londra. Josephine è sicura che a nessuno verrà in mente di perquisirla, così nasconde lettere e foto sotto i vestiti e tra i suoi spartiti. Infatti, i militari sono troppo impegnati a guardare le sue gambe e non si accorgono di nulla.

Josephine Baker distribuisce viveri
Josephine Baker distribuisce viveri

La fine della Guerra e la lotta per i Diritti Civili

Nel 1944, dopo la liberazione di Parigi, a Josephine Baker vengono attribuiti tutti gli onori.  Le vengono riconosciute la Croix de Guerre, la Rosette de la Resistance e successivamente la Legione d’onore da Charles De Gaulle. Josephine sfila sugli Champs-Élysées indossando la sua uniforme di tenente ausiliaria e i parigini lanciano fiori al suo passaggio. 

Josephine si risposa con il direttore d’orchestra Jo Bouillon, nel 1946. Insieme si trasferiscono in Dordogna, dove comprano lo Château des Milandes. Dopo diversi aborti spontanei finiti con un’isterectomia, Josephine capisce che non può avere figli. Perciò, decide di adottare 12 bambini di nazionalità, etnie e religioni diverse. Il castello diventa un luogo d’integrazione e convivenza civile e pacifica. 

Ma la lotta di Josephine contro le disuguaglianze razziali continua. Negli anni ’60 partecipa al movimento per i diritti civili degli afroamericani. E boicotta quei teatri e quei music-hall che impongono, agli artisti di colore, di esibirsi solo davanti ad un pubblico segregato.

Il 28 agosto 1963, partecipa alla marcia su Washington, insieme a Martin Luther King. In onore del lavoro e della libertà, Josephine Baker è l’unica donna a pronunciare un discorso durante la marcia, di fronte ad una folla di di 250.000 persone. 

figli
Josephine Baker con i suoi figli adottivi, Amsterdam 1964 © Anefo

La bancarotta e gli ultimi anni

Durante gli ultimi anni della vita di Josephine, la miseria torna a bussare alla sua porta. Mantenere il castello è costosissimo e, a causa dei suoi impegni per i diritti civili, le esibizioni artistiche scarseggiano. Così, il castello le viene confiscato e Josephine rischia la bancarotta. A correre in suo aiuto è un’altra famosissima artista di origini americane: Grace Kelly. La Principessa di Monaco le offre del denaro e l’aiuta, dandole la possibilità di esibirsi per la Croce Rossa nel Principato di Monaco. Grazie al suo intervento, Josephine compra una casa in Costa Azzurra, dove trascorre il resto della vita, tornando anche a lavorare sui palchi di tutta Europa. 

Nel 1973, Josephine Baker torna a New York, una città in cui era stata sempre discriminata. Questa volta, la sua esibizione alla Carnegie Hall viene accolta da una standing ovation che la commuove. 

L’8 aprile 1975, a Parigi, Josephine Baker tiene uno spettacolo per festeggiare i 50 anni della sua carriera. Il teatro è stracolmo, tanto che si dovranno aggiungere sgabelli per accogliere i troppi spettatori. Tra il pubblico ci sono volti noti del mondo dello spettacolo, come Mick Jagger, Sophia Loren e Liza Minnelli. La serata è un trionfo. 

Solamente tre giorni dopo, l’11 aprile, Josephine viene trovata esanime, a causa di un’emorragia celebrale. Il giorno del suo funerale si riversano in strada più di 20.000 persone. Il governo francese la onora con 21 colpi di cannone. Josephine Baker è la prima donna afroamericana della storia ad essere sepolta, con gli onori militari, in Francia. 

prodotti Baker
Prodotti di bellezza Baker Fix e Baker Oil

La moda e Josephine Baker

Josephine Baker, con i suoi spettacoli moderni, arditi e mai volgari, è diventata un’icona. È stata anche la prima donna afroamericana a creare un suo cosmetico: la Baker Fix. Ovvero una brillantina per capelli, che aveva come immagine una sua foto. Dopo il successo della Baker Fix, nacque il Baker Oil, un olio abbronzante che prometteva la bella carnagione di Josephine senza scottature.

A quasi 50 anni dalla sua morte, i suoi look sono ancora iconici. Josephine lanciò la moda delle lunghe unghie laccate d’oro e dei capelli corti con la brillantina. La pettinatura Eton Crop è ancora in voga e i suoi abiti sono d’ispirazione ai grandi artisti. In particolare, il famoso gonnellino di banane è stato ripreso da Beyoncè nel 2006, durante l’esibizione all’evento annuale Fashion Rocks, da Miuccia Prada nella Collezione Autunno 2011 e da Miley Cyrus, durante la promozione del suo tour Bangerz, nel 2014.

look ispirazione banane
Beyoncé, Prada e Miley Cyrus come Josephine Baker

Sapete che ho sempre scelto la strada più difficile. Diventando vecchia, sicura di averne la forza e la capacità, ho preso quel sentiero difficile e ho cercato di renderlo un po' più facile. Volevo renderlo più facile per voi. Voglio che abbiate l’opportunità di fare tutto quello che ho fatto io, senza che siate obbligati a scappare per ottenerlo. Io credo di avere una missione su questa terra, quella di aiutare i popoli a diventare amici e a fare in modo che capiscano prima che sia troppo tardi…

Josephine Baker

Per saperne di più:

In copertina: Joséphine Baker mentre balla il charleston alle Folies Bergère di Parigi, in La Revue Nègre del 1926

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